Grecia: vertice con Stati Uniti, al centro le minacce della Turchia

Pubblicato il 6 novembre 2019 alle 20:11 in Grecia Turchia USA e Canada

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L’Inviato speciale della Casa Bianca, Matthew Palmer, si è recato in visita ufficiale in Grecia, dove ha ascoltato la preoccupazione di Atene in riferimento alla condotta della Turchia.

È quanto reso noto, mercoledì 6 novembre, dal quotidiano ellenico Ekathimerini, il quale ha altresì rivelato che tali preoccupazioni riguardano le attività di esplorazione petrolifera condotte dalla Turchia al largo delle coste cipriote. Tali accuse fanno riferimento alle trivellazioni che la Turchia conduce a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale, dallo scorso 3 maggio. Tali aree risultano al centro di una disputa territoriale tra Cipro e la Turchia che, da parte sua, ha più volte dichiarato di agire all’interno della propria area di competenza.

La condotta di Ankara è ritenuta illecita da parte di Atene, la quale denuncia che le esplorazioni vengono condotte all’interno della Zona Economica Esclusiva di Nicosia. In tale contesto, il ministro dell’Energia e dell’Ambiente della Grecia, Costis Hatzidakis, ha dichiarato di aver espresso chiaramente le proprie preoccupazioni agli Stati Uniti, i cui commenti sono stati definiti “in linea” con l’idea di riconoscere i diritti sovrani di Cipro.

Nel corso dell’incontro con Palmer, Hatzidakis ha inoltre ripercorso i progetti avviati in materia di energia dal proprio Paese, tra cui, ad esempio, il condotto del gas che collega la Grecia e la Bulgaria (IGB), il gasdotto transatlantico (TAP) e un terminale galleggiante per il gas naturale liquefatto (FSRU) installato ad Alessandropoli, nel Nord della Grecia. Quest’ultimo progetto, in particolare, secondo quanto dichiarato da Hatzidakis, rafforzerà il “ruolo geostrategico” della Grecia e creerà una molteplicità di scenari per il commercio del gas.

Al centro del vertice con l’inviato speciale degli Stati Uniti, secondo quanto rivelato dal ministro greco, anche la questione della cooperazione nel settore degli idrocarburi, soprattutto per quel che riguarda il gas, nel Mediterraneo sudorientale, sia in riferimento al framework fornito dal EastMed Gas Forum, sia dalle relazioni già avviate dalla Grecia con Paesi come Cipro, Egitto e Israele.

Da parte sua, Palmer ha dichiarato di ritenere la Grecia un Paese “al centro dello sviluppo dell’infrastruttura energetica” del Mediterraneo orientale, nonostante vi sia comunque molto lavoro da fare per individuare l’opzione più vantaggiosa in termini economici per trasportare il gas dal Mediterraneo orientale agli altri mercati.

A tale riguardo, i due funzionari dei rispettivi Paesi hanno preso in considerazione diverse opzioni e, secondo quanto rivelato da Palmer, gli Stati Uniti “sostengono fortemente” la cooperazione tra i Paesi della regione in merito allo sviluppo e al trasferimento di risorse energetiche.

Washington, ha reso noto Palmer, con la sua amministrazione, continua a essere intenzionata a lavorare nel Mediterraneo e, in tal senso, la visita ad Atene si pone quale opportunità per individuare ulteriori forme di cooperazione con un Paese alleato, con cui le relazioni sono “forti e dinamiche”.

Il tema della condotta turca a largo delle coste cipriote era già emerso in occasione dell’incontro, tutt’ora in corso, tra Egitto, Cipro e Grecia. In occasione della prima giornata di lavori, martedì 5 novembre, i tre ministri della difesa di rispettivi Paesi si erano incontrati ad Atene per discutere della cooperazione in materia di sicurezza e difesa nel Mediterraneo orientale.

In tale occasione, il ministro della Difesa greco, Nikos Panagiotopoulos, con gli omologhi di Egitto, Mohamed Zaki, e Cipro, Savvas Angelidis, avevano dichiarato che, il giorno successivo, avrebbero partecipato all’esercitazione congiunta “Medusa 9”, la quale aveva coinvolto le forze dell’Aviazione e della Marina dei 3 Paesi ed era iniziata domenica 3 novembre. A tale riguardo, la direzione generale della Difesa ellenica aveva annunciato che lo scopo dell’esercitazione è promuovere ulteriormente la cooperazione tra le forze armate dei Paesi partecipanti.

Già lo scorso 8 ottobre, i leader di Cipro, Grecia ed Egitto si erano incontrati al Cairo per discutere delle problematiche in materia di energia e di sicurezza che caratterizzano la regione mediterranea orientale. In tale occasione, i 3 Paesi avevano avuto modo di confrontarsi in diversi ambiti, ma soprattutto sul rispetto del diritto internazionale, portato all’attenzione da Cipro, in virtù delle tensioni con la controparte turca, accusata da Nicosia di condurre attività illegali nella propria Zona economica esclusiva (ZEE). A tale riguardo, il presidente cipriota, aveva ribadito, in occasione del vertice tripartito con Grecia e Egitto dell’8 ottobre, la posizione dell’isola, affermando che la Turchia aveva realizzato “azioni inaccettabili” e che in risposta Cipro avrebbe adottato misure diplomatiche finalizzate a porre fine agli attacchi Turchi.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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