Francia annuncia la chiusura di alcuni campi per migranti

Pubblicato il 6 novembre 2019 alle 14:30 in Francia Immigrazione

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La Francia ha annunciato che sgombererà alcuni campi di migranti.

La decisione fa parte di un pacchetto di misure che il governo francese ha adottato per “riprendere il controllo delle politiche migratorie”, secondo quanto riferito dal primo ministro Edouard Phillippe. Tali misure prevedono limiti al numero di lavoratori provenienti da Paesi extraeuropei e la negazione dell’accesso alla sanità per i richiedenti asilo che non hanno particolari urgenze.

Con tali mosse, il presidente francese, Emmanuel Macron, sta cercando di accrescere i consensi in vista delle elezioni presidenziali del 2022, soprattutto a fronte delle critiche sollevate dall’estrema destra francese, che lo ha accusato di portare avanti una politica migratoria troppo blanda. Finora, l’amministrazione centrista di Macron aveva fatto resistenza alle pressioni dell’opposizione sulla questione migratoria ma, con le nuove misure, la Francia si sta allineando ad altri Paesi europei come l’Italia, la Gran Bretagna e la Svezia, che hanno introdotto politiche migratorie più severe. Ad avviso di Phillippe, il pacchetto di misure dimostra che Parigi rimane aperta all’accoglienza, senza tuttavia essere “ingenua”. Inoltre, così facendo, le autorità saranno in grado, da una parte, di rassicurare i cittadini e, dall’altra, di impedire la diffusione del populismo.

L’estrema destra francese, il cui esponente principale è il presidente del partito Fronte Nazionale, Marine Le Pen, ritiene che il governo di Phillippe stia accogliendo un numero troppo grande di migranti, senza tenere contro della disoccupazione che, nella seconda parte del 2019, sta ammontando all’8,5%. Ad agosto, Macron, rivolgendosi all’ex ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, e al premier ungherese, Viktor Orban, si era dichiarato “il principale oppositore delle forze populiste in Europa”. Il presidente francese ha spesso criticato i Paesi europei che si rifiutano di collaborare in ambito migratorio, ritenendo che, coloro che beneficiano degli sforzi dell’Unione Europea ma si dichiarano fautori dell’interesse puramente nazionalista in relazione ai migranti, dovrebbero essere sanzionati. Nello specifico,Macron ha più volte criticato Orban, il quale si è sempre rifiutato di prendere parte agli schemi europei volti a migliorare la gestione dei flussi migratori.

Già la scorsa primavera la Francia aveva adottato un’altra legge sull’immigrazione proposta dal leader dell’Eliseo. Il 24 aprile, l’Assemblea Nazionale francese aveva votato a favore di una norma avrebbe permesso alle autorità francesi di ridurre i tempi dell’esame delle domande di asilo e di prolungare il periodo di detenzione degli individui la cui richiesta è stata respinta. Il ministro dell’Interno, Gerard Collomb, aveva difeso strenuamente il progetto di legge, da lui ritenuto necessario per “l’immigrazione controllata e un asilo e un’integrazione efficaci”.

Tale legge ha previsto la riduzione dell’esame della domanda di asilo da 11 a 6 mesi, al fine di facilitare l’espulsione dei migranti rifiutati e di velocizzare l’integrazione di quelli accettati. Inoltre, le detenzioni amministrative sono state prolungate da 45 a 90 giorni, mentre gli individui la cui domanda di asilo è stata rigettata hanno visto ridotti da 30 a 15 i giorni disponibili per presentare ricorso. Infine, la scadenza per presentare le domande di asilo è stata ridotta da 120 a 90 giorni in seguito all’arrivo del migrante in Francia. Coloro che entrano illegalmente in Francia rischiano un anno di carcere, mentre gli stranieri in possesso di documenti falsi dovranno scontare fino a 5 anni di prigione.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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