Hong Kong: i funzionari pubblici tornano in piazza

Pubblicato il 5 novembre 2019 alle 17:03 in Asia Hong Kong

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I funzionari pubblici si sono uniti alle proteste di Hong Kong, con grande preoccupazione dell’amministrazione locale. Intanto, gli attivisti pianificano nuove manifestazioni in tutto il territorio.

Il segretario capo dell’amministrazione della città, Matthew Cheung, ha dichiarato: “Negli ultimi mesi, una piccolissima parte dei dipendenti pubblici ha infranto la legge, partecipando a proteste illegali. Ci dispiace profondamente per questo”. “Penso che i cittadini abbiano aspettative nei confronti dei nostri colleghi. Il loro primo lavoro è quello di servire la società, servire la comunità. E sostenere le politiche del governo, che è la responsabilità dei dipendenti pubblici”, ha aggiunto. Un funzionario pubblico era già stato arrestato il 31 ottobre per aver partecipato ad una assemblea illegale, insieme ad altri manifestanti, tra cui insegnanti e lavoratori del settore finanziario. Anche ad agosto, migliaia di dipendenti pubblici avevano sfidato l’ordine del governo di rimanere politicamente neutrali rispetto alle proteste e si erano uniti a un raduno. Tuttavia, la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, ha dichiarato di essersi pentita dell’arresto dei funzionari dell’amministrazione. 

Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e, dopo pochi mesi, si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. I 5 mesi di proteste antigovernative hanno portato l’economia della città in recessione, secondo quanto riferito dal segretario finanziario della città semi-autonoma, il 28 ottobre“La batosta accusata dalla nostra economia è generalizzata”, ha dichiarato Paul Chan, aggiungendo che una stima preliminare del PIL per il terzo trimestre del 2019 prevede due periodi successivi di contrazione. Secondo il segretario, sarà “estremamente difficile” raggiungere le stime di crescita economica annua dello 0 / 1 %, che erano state previste prima dell’inizio delle manifestazioni.

Secondo quanto riferisce Al-Jazeera English, il numero di persone che hanno preso parte ai raduni è diminuito rispetto ai milioni di persone che hanno partecipato nel mese di giugno, ma la violenza e il vandalismo sono aumentati. Le autorità hanno rifiutato di concedere le autorizzazioni a numerosi raduni, rendendoli illegali. Gli attivisti che vi partecipavano, quindi, sapevano che rischiavano di essere arrestati. Nonostante la situazione rimanga ancora tesa, il 5 novembre, Carrie Lam ha ricevuto un chiaro messaggio di sostegno da Pechino, con il presidente cinese Xi Jinping che ha affermato di avere molta fiducia nella sua leadership. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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