Difesa: si incontrano ad Atene i ministri di Grecia, Cipro ed Egitto

Pubblicato il 5 novembre 2019 alle 17:39 in Cipro Egitto Grecia

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I ministri della Difesa di Grecia, Egitto e Cipro si sono incontrati, martedì 5 novembre ad Atene per discutere della cooperazione in materia di sicurezza e difesa nel Mediterraneo orientale.

A renderlo noto è il quotidiano ellenico Ekathimerini, il quale ha altresì rivelato che al termine del vertice di Atene, il ministro della Difesa greco, Nikos Panagiotopoulos, si sposterà a Cretacon gli omologhi di Egitto, Mohamed Zaki, e Cipro, Savvas Angelidis, per partecipare, mercoledì 6 novembre, alla giornata conclusiva dell’esercitazione congiunta “Medusa 9”, la quale aveva coinvolto le forze dell’Aviazione e della Marina dei 3 Paesi ed era iniziata domenica 3 novembre.

Tali esercitazioni, ha commentato il quotidiano ellenico, sono dimostrazioni delle intenzioni di Atene di rafforzare la propria presenza nel Mediterraneo orientale. Un ulteriore esempio è l’annuncio della presenza delle forze elleniche nell’esercitazione internazionale Blue Flag, la quale avrà inizio domenica 10 novembre, così come la recente scorta di un bombardiere strategico americano attivo in Siria realizzata da parte di due aerei caccia F-16s della Grecia.

Secondo quanto rivelato dal quotidiano Ekathimerini, la Medusa 9 era iniziata la scorsa domenica 3 novembre e aveva visto, oltre alla partecipazione di Grecia, Egitto e Cipro, anche la presenza, in qualità di osservatori, di 15 Paesi, tra cui gli Stati Uniti, la Francia, la Germania, l’Italia, la Giordania, la Corea del Sud e l’Arabia Saudita.

Da parte sua, la Grecia ha partecipato all’esercitazione impiegando 3 fregate, 2 motocannoniere missilistiche, un sottomarino, una nave militare per operazioni anfibie, un sistema aviotrasportato di preallarme, 8 aerei caccia F-16s, 3 elicotteri da trasporto Chinook, 4 elicotteri d’assalto Apache e alcune unità delle forze speciali.

L’Egitto, invece, ha partecipato con una portaelicotteri, una fregata, una motocannoniera missilistica, un sottomarino, 6 aerei caccia F-16s e diverse unità delle forze speciali.

Secondo quanto riportato invece dal Cyprus Mail, Cipro ha partecipato impiegando un pattugliatore Ioannides, una squadra di demolizione subacquea e diversi ufficiali militari. Il quotidiano cipriota ha inoltre rivelato che è la quarta volta che Cipro partecipa all’esercitazione congiunta con Grecia ed Egitto.

Nel frattempo, la direzione generale della Difesa ellenica ha annunciato, secondo quanto rivelato dal CyprusMail, che lo scopo dell’esercitazione è promuovere ulteriormente la cooperazione tra le forze armate dei Paesi partecipanti.

Già lo scorso 8 ottobre, i leader di Cipro, Grecia ed Egitto si erano incontrati al Cairo per discutere delle problematiche in materia di energia e di sicurezza che caratterizzano la regione mediterranea orientale. In tale occasione, i 3 Paesi avevano avuto modo di confrontarsi in 6 principali ambiti. Il primo è stato la cooperazione in materia di energia. Il secondo, invece, ha riguardato gli sviluppi nella regione. In terzo luogo, i 3 Stati si erano confrontati in merito alla sicurezza del Mediterraneo orientale. Il quarto ambito affrontato riguardava invece il contrasto al terrorismo. Successivamente, Nicosia aveva avuto modo di illustrare gli ultimi aggiornamenti in merito alla questione cipriota. Infine, i 3 Paesi avevano affrontato il tema delle relazioni tra l’Egitto e l’Unione Europea. Al centro del vertice anche il tema dell’immigrazione clandestina e le sue ricadute economiche.

Ma in particolare, secondo il Cyprus Mail, il tema che aveva rivestito un ruolo particolare era stato il rispetto del diritto internazionale, portato all’attenzione da Cipro, in virtù delle tensioni con la controparte turca, accusata da Nicosia di condurre attività illegali nella propria Zona economica esclusiva (ZEE). Nello specifico, tali accuse fanno riferimento alle trivellazioni che la Turchia conduce a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale, dallo scorso 3 maggio. Tali aree risultano al centro di una disputa territoriale tra Cipro e la Turchia che, da parte sua, ha più volte dichiarato di agire all’interno della propria area di competenza.

A tale riguardo, il presidente cipriota, aveva ribadito, in occasione del vertice tripartito con Grecia e Egitto dell’8 ottobre, la posizione dell’isola, affermando che la Turchia aveva realizzato “azioni inaccettabili” e che in risposta Cipro avrebbe adottato misure diplomatiche finalizzate a porre fine agli attacchi Turchi.

In materia di gas naturale, inoltre, il 19 settembre 2018, Egitto e Cipro avevano firmato un accordo per costruire un gasdotto sottomarino al fine di trasportare il gas dal giacimento cipriota di Afrodite fino alle stazioni di liquefazione in Egitto, per poi esportarlo in Europa. L’accordo si poneva al centro della competizione tra Egitto e Turchia per la fornitura di gas naturale nel continente europeo. Inizialmente, la Turchia si era avvicinata ad Israele nel 2016 concordando di costruire gasdotti per trasportare il gas dal Paese mediorientale verso l’Europa. Il gasdotto però doveva passare per Cipro che da parte sua aveva avviato forti relazioni con l’Egitto e con la Grecia per la cooperazione nel settore del gas.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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