Armenia apre alla Russia le porte dei laboratori made in USA

Pubblicato il 5 novembre 2019 alle 12:25 in Armenia Russia

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L’Armenia darà alla Russia accesso pieno ai suoi laboratori biologici forniti dal Pentagono, oggetto di costante preoccupazione per Mosca, che li considera uno strumento di spionaggio statunitense. L’accesso potrebbe dare al Cremlino la tranquillità riguardo ai laboratori americani nel Caucaso meridionale e al contempo porre fine alle speculazioni sulla teoria della cospirazione riguardante una presunta guerra batteriologica degli americani contro la Russia.

Il quotidiano russo Kommersant’ ha riferito il 25 ottobre scorso che Mosca e Erevan stanno per firmare un memorandum che consenta ai funzionari sanitari e militari russi di osservare il funzionamento dei laboratori biologici sponsorizzati dagli Stati Uniti in Armenia. Le fonti di Kommersant hanno affermato che il memorandum sarà firmato durante l’imminente visita del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in Armenia, prevista per il 10 e l’11 novembre prossimi.

Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha confermato il rapporto in un’intervista pubblicata dallo stesso giornale tre giorni dopo. “Stiamo ancora lavorando al testo del memorandum” – ha spiegato il premier armeno che ha aggiunto: “Lo scopo principale di questo documento è onorare gli interessi di tutte le parti, assicurarsi che nessuno, nessuno dei nostri partner, abbia paura dei laboratori”.

Il Cremlino ha a lungo criticato la storia dei biolaboratori sponsorizzati dagli Stati Uniti alle sue frontiere, sostenendo che il Pentagono stesse lavorando alla produzione di germi e batteri per una potenziale offensiva biologica e chimica contro la Russia. Washington ha fatto di tutto per calmare le preoccupazioni di Mosca, sostenendo che i laboratori sono lì per studiare e prevenire le minacce epidemiologiche, ma senza successo.

L’ira della Russia si è concentrata principalmente sulla Georgia, sempre più stretto partner degli Stati Uniti nel Caucaso e uno dei principali antagonisti di Mosca nello spazio post-sovietico. Un laboratorio di alto livello a Tbilisi, intitolato al senatore americano Richard Lugar, noto come “Lugar Lab”, è stato il principale bersaglio delle critiche di Mosca, ma anche l’Armenia, alleata della Russia, ha lo stesso tipo di laboratorio sul suo territorio, ulteriore ragione di preoccupazione per la Russia, che nel paese transcaucasico ha due basi militari.   

Le autorità sanitarie georgiane e armene hanno portato delegazioni di scienziati e giornalisti russi in visita nei laboratori nel tentativo di placare le preoccupazioni russe, ma finora senza risultati. “Tutte le affermazioni che stiamo creando armi in laboratorio sono assurde. Il laboratorio ha una missione di ricerca scientifica e sta collaborando con gli Stati Uniti e la Russia” – aveva detto ormai due anni fa alla versione armena del network russo Sputnik il direttore del Centro di prevenzione e controllo delle malattie dell’Armenia, Artavazd Vanyan.

Dopo anni di polemiche e accuse reciproche l’accordo che firmeranno Mosca e Erevan sul libero accesso di personale russo ai lavoratori sembra destinato ad aiutare a placare le ire del Cremlino o, quanto meno, ad eliminare i laboratori armeni dalla lista dei bersagli delle critiche di Mosca.     

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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