Siria: il regime cerca di avanzare verso Idlib

Pubblicato il 4 novembre 2019 alle 11:54 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Fazioni dell’Esercito Nazionale Siriano hanno affermato di aver respinto, il 4 novembre, le forze del regime siriano mentre cercavano di avanzare nell’area orientale di Idlib, nel Nord-Ovest della Siria.

L’Esercito Nazionale Siriano è un gruppo militare costituitosi il 30 dicembre 2017, formato da arabi siriani e turkmeni siriani, attivi nel Nord-Est della Siria e cooptati da Ankara con l’obiettivo di creare la cosiddetta “free zone” e contrastare le Syrian Democratic Forces (SDF). A detta di al-Jazeera, sono circa 18.000 i combattenti di tale fazione addestrati e finanziati dalla Turchia che, negli ultimi anni, hanno combattuto contro le forze del regime siriano, prendendo parte anche agli scontri precedenti verificatisi a Idlib.

Secondo fonti militari, il 4 novembre vi sono stati diversi scontri presso l’asse di combattimento situato nell’Est di Idlib, nel villaggio di Ejaz. La battaglia via terra è stata accompagnata anche da lanci di razzi e artiglieria pesante da parte del regime, diretti verso l’area meridionale del governatorato.

Nella giornata di domenica 3 novembre, la Difesa civile ha documentato il ferimento di 7 civili, tra cui una donna e un volontario della difesa stessa, a seguito di bombardamenti che hanno interessato sempre la provincia di Idlib. Anche il 4 novembre, Idlib ha continuato ad essere testimone di un’escalation che vede aerei russi, artiglieria e razzi del regime, nonostante la tregua annunciata il 31 agosto scorso. Allo stesso tempo, l’area di Kabana, nell’area rurale Nord-orientale di Latakia, è stata interessata da attacchi aerei, contemporaneamente a scontri via terra tra le forze del regime e fazioni armate sia locali sia straniere. Questi hanno causato la morte di 6 membri dell’esercito del regime.

La guerra civile in Siria ha avuto inizio il 15 marzo 2011. A causa della guerra civile in Siria, metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente, Bashar Al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

Sin dalla fine del mese di aprile 2019, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio raggio di azione nella periferia meridionale di Idlib.

Dopo circa quattro mesi di combattimenti e 950 civili morti, venerdì 30 agosto, l’esercito russo aveva reso noto di aver accettato un cessate il fuoco unilaterale nella regione Nord-occidentale di Idlib, che avrebbe rispettato anche il regime siriano a partire dalla mattina di sabato 31 agosto. Si tratta di una regione con postazioni strategiche, in cui l’esercito siro-russo sta cercando di riguadagnare terreno attraverso operazioni via terra. Tuttavia, già a partire dal 10 settembre, tale tregua è stata violata. Uno degli ultimi attacchi risale al 14 ottobre, quando le forze aeree del regime, coadiuvate da aerei russi, hanno colpito alcuni villaggi e municipalità della Siria Nord- occidentale, tra cui Sheikh Mustafa, Deir al-Gharbi e al-Bara, provocando la morte di almeno 2 civili e ferendone altri 4.

Dal 9 ottobre scorso, il Nord-Est della Siria è interessato da un’ulteriore offensiva, promossa dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Quest’ultimo mira a contrastare le milizie curde, considerate da Ankara una minaccia per l’integrità territoriale del Paese, in quanto fazioni terroristiche.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.