Libia: attacco di Haftar contro Mitiga e Misurata, scontri a Tripoli

Pubblicato il 4 novembre 2019 alle 8:51 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il portavoce dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Ahmed al-Mismari, in un comunicato di lunedì 4 novembre, ha dichiarato che le proprie forze aeree hanno condotto un doppio attacco contro la sezione militare dell’aeroporto di Mitiga e l’accademia di Misurata.

A detta del portavoce, l’obiettivo delle forze aeree dell’LNA, guidate dal generale Khalifa Haftar, era colpire milizie terroristiche, la cui posizione è stata individuata grazie alle informazioni dell’intelligence. È stato affermato che i luoghi colpiti sono utilizzati come depositi di droni UAV, ovvero a pilotaggio remoto, oltre che di missili. Al-Mismari ha poi sottolineato che l’operazione è stata condotta con precisione ed ha distrutto i magazzini colpiti al 100%.

Secondo quanto rivelato dal portavoce dell’operazione militare Vulcano di rabbia del governo tripolino, Mustafa al Mujai, nella sera del 3 novembre, le forze dell’LNa hanno condotto quattro attacchi aerei contro Mitiga, impiegando aerei e droni di provenienza emiratina. Al-Mujai ha evidenzato come si tratti di operazioni contro installazioni civili.

Dall’inizio della campagna di Haftar, volta a riprendere il controllo della capitale Tripoli, intrapresa il 4 aprile scorso, l’aeroporto di Mitiga è stato colpito più di 20 volte. A tal proposito, il Ministero dell’Interno ha reso noto l’intenzione di istituire un comitato speciale tra i Ministeri dell’Interno e dei Trasporti che garantisca che l’aeroporto di Mitiga venga impiegato solo a scopi civili.

L’aeroporto internazionale di Misurata rappresenta l’unico operativo nella Libia occidentale. Uno degli ultimi attacchi contro la sua base aerea, ad opera delle forze di Haftar, risale al 1° ottobre scorso, quando sono state colpite anche postazioni presso l’aeroporto di Mitiga, con il pretesto che in tali luoghi fossero presenti droni di provenienza turca. Misurata è stata colpita dalle forze dell’LNA anche il 30 ottobre, con raid aerei “precisi”, nuovamente condotti contro postazioni “turche”, nel quadro di una lotta contro il tempo volta a liberare la capitale Tripoli.

Anche nel mese di agosto, in particolare nella notte tra il 5 e il 6, l’Accademia dell’Aeronautica di Misurata è stata nel mirino di Haftar. In quell’occasione, al-Mismari dichiarò che le proprie forze avevano condotto 12 raid aerei dopo aver scoperto che il luogo, inizialmente di natura civile, ospitava altresì hangar e bunker utilizzati a scopo militare, ed era divenuto una vera e propria base impiegata dalle forze turche.

L’aeroporto di Mitiga, situato a circa 50 km ad Est della capitale Tripoli, è un’ex base militare, utilizzata successivamente per scopi civili, ed è situato nell’area controllata dal governo tripolino, riconosciuto dalle Nazioni Unite. Tuttavia, negli ultimi mesi, è stato preso di mira più volte, divenendo terreno di scontri tra le forze di Tripoli e l’Esercito Nazionale Libico. Ciò ha più volte causato l’interruzione dei voli da e verso l’aeroporto. Gli ultimi violenti attacchi contro tale luogo risalgono al 22 ottobre scorso.

L’esercito di Haftar accusa la propria controparte di utilizzare un aeroporto civile per scopi militari, oltre ad impiegare la pista per lanciare droni turchi. Inoltre, Mitiga, a detta del generale libico, offrirebbe alle forze tripoline la possibilità di prestare copertura aerea durante gli scontri nella periferia della capitale.

Intanto a Tripoli, nella giornata del 3 novembre, diversi attacchi aerei hanno interessato gli assi di combattimento di Ain Zara e Khallet Alforjan, mentre le forze di Haftar hanno continuato ad avanzare via terra verso Tripoli. Non da ultimo, l’LNA ha reso noto di aver inviato nuovi rinforzi militari, soprattutto in termini di armamenti e armi pesanti, verso le postazioni della capitale, lasciando presagire ad una nuova fase ancora più violenta.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Nelle ultime settimane, Haftar ha intensificato le proprie offensive sia via aerea sia via terra, nel quadro di una violenta campagna inaspritasi a partire dal 21 settembre, e che fa seguito a quella intrapresa il 4 aprile scorso, volta a prendere il controllo della capitale Tripoli. Tuttavia, fino ad ora, l’LNA non è riuscito a superare le mura di Tripoli.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.