Grecia: trovati 41 migranti vivi in un container frigo

Pubblicato il 4 novembre 2019 alle 20:00 in Grecia Immigrazione

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La polizia della Grecia ha sorpreso 41 migranti nascosti all’interno di un container refrigerato, lunedì 4 novembre, durante alcuni controlli di routine.

È quanto rivelato da CNN, la quale ha altresì reso noto che il ritrovamento è avvenuto nel Nord della Grecia e che i migranti sorpresi dalle autorità, tutti uomini e alcuni adolescenti, non hanno riportato danni fisici. Solo alcuni dei clandestini sono stati trasportati in un ospedale vicino, in via precauzionale. Gli altri migranti, invece, sono stati identificati dalle autorità.

Sul luogo, la polizia ha provveduto ad arrestare il conducente dell’autocarro trasportatore, un uomo di nazionalità georgiana di 40 anni. Secondo quanto riportato da CNN, l’uomo è stato arrestato nel corso di alcuni controlli di routine presso le autostrade del Paese, recentemente incrementati per via dell’aumento del numero di incidenti nei quali risultavano coinvolti anche migranti, trasportati clandestinamente nel retro dei veicoli interessati dai sinistri stradali.

Il ritrovamento dei migranti è avvenuto in un momento delicato nel Paese, il quale si trova ad affrontare un forte aumento degli arrivi clandestini. In particolare, secondo i dati in possesso della CNN, la Grecia è teatro in questo momento del maggiore numero di arrivi di migranti e rifugiati dal 2015, quando oltre un milione di migranti era giunto in Europa dalla Grecia dopo aver attraversato il confine con la Turchia.

Attualmente, nel Paese risultano esservi circa 35.000 migranti, accolti dalle strutture attive nel Paese, soprattutto nelle isole, tutte in stato di sovraffollamento, data la capienza complessiva di circa 10.000 persone. Le condizioni di vita nei centri di accoglienza sono sempre più difficili e, come commentato dal Commissario per i Diritti umani della Commissione Europea, Dunja Mijatovic, la situazione è “esplosiva”.

Nelle strutture elleniche mancano le cure mediche, ma anche le condizioni igieniche primarie, e visto il sovraffollamento, i migranti sono costretti a mettersi in fila per ottenere cibo o poter usufruire dei servizi.

In tale clima, la Grecia ha da poco approvato una nuova legge fortemente dibattuta nel Paese, la quale riduce i tempi per l’approvazione delle richieste d’asilo riducendo a loro volta i casi in cui è possibile presentare la richiesta. La nuova legge facilita inoltre il rimpatrio dei migranti ai quali non viene approvata la richiesta d’asilo. Con tale nuova conformazione, le richieste possono essere espletate entro 60 giorni, il che agevola il lavoro delle autorità, le quali si trovano attualmente a dover processare ancora circa 68.000 richieste in coda.

La nuova legge è stata proposta dall’attuale governo, in carica dallo scorso luglio, il quale vede al suo vertice Kyriakos Mitsotakis, il quale ha più volte invocato l’aiuto degli omologhi europei e delle istituzioni di Bruxelles, nella speranza di ottenere una politica omogenea sulla redistribuzione e sui rimpatri.  

La nuova misura adottata dal governo di Mitsotakis, tuttavia, non ha incontrato l’approvazione delle ONG e degli attivisti in materia di diritti umani, i quali hanno lamentato le restrizioni poste dalla nuova legge al diritto di protezione internazionale di cui dispongono i cittadini vulnerabili.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 31 ottobre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 100.834, di cui 81.900 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 1.087, di cui 692 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza, 324 nella rotta occidentale, la quale coinvolge Marocco e Algeria, e 71 nella rotta orientale, il cui principale porto di partenza è la Turchia. 

In particolare, per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 31 ottobre 2019, nel Paese sono arrivati via mare 47.015 migranti, ovvero 19.512 in più dello scorso anno.

L’arresto dei migranti in Grecia avviene a pochi giorni di distanza dal ritrovamento, ad Essex, nel Regno Unito, di 39 persone, tutte morte assiderate nel retro di un autocarro frigo. Anche in tale circostanza, si era trattato di traffico illecito di migranti, i quali, in seguito, è stato scoperto fossero di cittadinanza vietnamita. Al termine delle indagini, la polizia del Vietnam ha, lunedì 4 novembre, arrestato 8 sospetti trafficanti.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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