Siria: autobomba al confine con la Turchia, almeno 13 morti

Pubblicato il 3 novembre 2019 alle 17:21 in Siria Turchia

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Almeno 13 persone sono morte, mentre altre 30 sono rimaste ferite, a causa dell’esplosione di un’autobomba presso il mercato della città siriana di Tal Abyad, al confine con la Turchia. Il governo di Ankara ha puntato il dito contro le People’s Protection Units (YPG), parte delle Syrian Democratic Forces (SDF), e contro il Kurdistan Worker’s Party (PKK).

Tal Abyad è una delle principali città di confine dove sono avvenuti gli scontri più accesi dall’avvio dell’offensiva turca nel Nord-Est della Siria, lo scorso 9 ottobre, contro i curdi, che Ankara considera terroristi. Il ministero della Difesa turco ha condannato l’attacco.

Uno dei portavoce delle SDF, il comandante Marivan Qamishlo, ha negato la responsabilità dei curdi, riferendo alla CNN che, a suo avviso, l’incidente è stata opera della Turchia, delle sue autorità di intelligence e dei mercenari che terrorizzano i residenti. Qamishlo ha aggiunto che simili azioni sono volte a danneggiare l’immagine delle SDF.

Il 30 ottobre, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che le milizie curde non hanno ancora completato il ritiro dalla “safe zone” al confine tra Siria e Turchia e ha minacciato di avviare una nuova operazione nell’area. Erdogan ha aggiunto che Ankara e Mosca avrebbero iniziato a pattugliare la Siria entro una striscia a 7 km dal confine, a partire dal primo novembre. Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, aveva già denunciato la permanenza di milizie curde nella “safe zone”, il 28 ottobre.  

L’operazione del 9 ottobre, secondo Erdogan, era necessaria per salvaguardare la sicurezza turca contro i militanti curdi. Le SDF, di cui fanno le YPG, sono state il principale alleato degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria. Negli ultimi anni, queste erano riuscite ad ampliare il proprio controllo nelle zone settentrionali ed orientali della Siria, fino ad occupare una vasta area che si estende per 480 km dal fiume Eufrate al confine con l’Iraq. Ankara descrive le forze curde una “organizzazione terroristica” a causa di legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Quest’ultimo, da decenni, conduce una campagna armata per raggiungere l’autonomia in Turchia ed è considerato un’organizzazione illegale da Ankara.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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