Siria e Iran firmano accordo preliminare per la ricostruzione della rete elettrica siriana

Pubblicato il 2 novembre 2019 alle 13:24 in Iran Siria

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L’Iran e la Siria hanno firmato un accordo preliminare per assistere le autorità di Damasco a ricostruire la rete elettrica siriana. La notizia è stata resa nota da Teheran, la quale mira a ricoprire un ruolo economico di maggiore importanza nel Paese mediorientale, scosso dalla guerra da oltre otto anni.

I ministri dell’Elettricità di Iran e Siria, rispettivamente Reza Ardakanian e Mohammad Zuheir Kharboutli, si sono incontrati a Teheran, a margine della International Electricity Exhibition (IEE 2019), che si conclude sabato 2 novembre. Kharboutli ha sottolineato l’importanza del progetto, che prevede la ricostruzione della centrale termoelettrica ad Aleppo, chiedendo il contributo del settore privato alla controparte iraniana per la manutenzione e la riabilitazione della stazione. I due ministri hanno concordato inoltre la necessità di scambiare e condividere le competenze in ambito tecnologico tra i due Paesi, al fine di migliorare la produzione dell’industria elettrica siriana.

Il memorandum concluso prevede la costruzione di centrali elettriche, linee di trasmissione e la possibilità di una connessione diretta tra le reti elettrice di Iran e Siria attraverso l’Iraq. Secondo Kharboutli, dal momento che oltre il 50% della rete elettrica nazionale siriana è stata danneggiata, l’Iran avrà un ruolo molto importante nella sua ricostruzione. Il ministro siriano ha altresì proposto la creazione di un comitato congiunto tra i vice-ministri dell’Energia dei due Paesi per seguire la collaborazione in tale ambito.

Dal 2012, Teheran fornisce supporto militare alle forze del presidente siriano, Bashar al-Assad, insieme alla Russia e a Hezbollah, aiutandolo a riprendere il controllo della Siria, nel caos dal 15 marzo 2011. Al momento, le compagnie iraniane stanno partecipando a diversi progetti maggiori nel campo dell’industria elettrica siriana, tra cui la costruzione di una centrale a Latakia da parte dell’Iran Mapna Group. Tale accordo era stato finalizzato nell’ottobre 2018, quando il Mapna Group, che è il la più grande compagnia iraniana per la fornitura di energia, aveva concordato con le autorità siriane di costruire una stazione energetica.

Per la prima volta dopo circa 8 anni e mezzo di conflitto civile, i diversi attori del panorama siriano si sono incontrati a Ginevra, il 30 ottobre. L’incontro si è inserito nel quadro del comitato costituzionale promosso dall’Onu per porre fine alla perdurante crisi. Sono mesi che le Nazioni Unite si stanno adoperando per creare tale commissione costituzionale, una proposta avanzata già nel corso di una conferenza di pace ospitata dalla Russia nel mese di gennaio 2018 e successivamente avallata il 18 settembre scorso. Il numero totale dei membri ammonta a 150. In particolare, 50 sono stati scelti dal regime siriano, 50 dalle fazioni di opposizione e la restante parte dall’inviato speciale delle Nazioni Unite, Geir Otto Pedersen, il quale ha tenuto conto dell’opinione di esperti e di rappresentanti della società civile. Lo scopo è redigere una costituzione che dovrà poi essere votata dal popolo siriano.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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