Libia: 450 migranti fuggiti da un centro di detenzione per mancanza di cibo

Pubblicato il 2 novembre 2019 alle 6:28 in Immigrazione Libia

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Circa 450 migranti sono fuggiti da un centro di detenzione libico, nei pressi della zona costiera, e si sono ammassati per tutta la notte intorno a una struttura delle Nazioni Unite. Alcune delle persone scappate dal campo di Abu Salim hanno riferito di aver camminato per circa 90 minuti attraverso la città di Tripoli e di essere fuggiti perché non veniva fornito loro né cibo né beni di prima necessità. L’agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, UNHCR, ha dichiarato che la loro struttura in Libia è già sovraffollata con circa la metà delle 800 persone presenti entrate informalmente, soprattutto dopo l’attacco aereo che aveva colpito il centro di Tajoura, il 3 luglio, uccidendo circa 44 migranti, di cui 6 bambini. Il governo libico ha dunque impedito ai migranti fuggiti da Abu Salim di entrare all’interno della struttura.

Il capo missione dell’UNHCR in Libia, Jean-Paul Cavalieri, ha dichiarato che non vi è più spazio per le persone all’interno della struttura e che i funzionari si trovano sul posto per offrire il loro sostegno. “La condizione attuale riflette la terribile situazione affrontata da molti rifugiati e richiedenti asilo in Libia”, ha affermato in una nota. Alcuni testimoni hanno riferito che i funzionari delle Nazioni Unite hanno consigliato al gruppo di tornare ad Abu Salim o in un altro centro di detenzione.

Il 13 settembre, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) ha pubblicato un report riguardante la Libia, in cui viene dichiarato che sono almeno 655.144 i migranti che sono stati censiti nel Paese nordafricano tra il 3 giugno ed il 4 agosto 2019, provenienti da 39 nazionalità diverse. Tra questi, l’8% è composto da minori, per il 33% non accompagnati. L’area geografica di origine principale è l’Africa sub-Sahariana, da cui parte il 62% dei migranti, provenienti soprattutto dal Niger, Paese di provenienza del 20% dei migranti. Gli altri maggiori punti di partenza sono Egitto, Chad, Sudan e Nigeria. Una volta arrivati in Libia, talvolta senza passare da nessun altro Paese, i migranti si stanziano prevalentemente nelle aree di Tripoli, Ejdabia e Murzuq.

Sebbene negli ultimi due anni il numero sia diminuito, secondo le stime dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), sono 859 i migranti morti nel Mar Mediterraneo dall’inizio del 2019, sino al 22 agosto. In particolare, la Libia rappresenta un canale di passaggio per coloro che, provenienti dal continente africano, desiderano raggiungere l’Europa. Tuttavia, i trafficanti di essere umani e diversi gruppi armati hanno sfruttato la situazione di caos per alimentare fenomeni di abusi e torture di migranti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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