Missione ONU per i diritti umani arriva in Cile

Pubblicato il 1 novembre 2019 alle 6:20 in Cile

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Una missione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani è arrivata in Cile per rispondere alle molteplici accuse di violazioni dei diritti umani perpetrate dalle forze armate e dalla polizia durante l’ultima settimane di proteste nel paese andino.

“Il nostro lavoro si concentrerà sulla verifica diretta delle informazioni forniteci”, ha dichiarato il portavoce della missione Xavier Mena durante una conferenza stampa nella capitale cilena.

La delegazione speciale inviata dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet è arrivata in Cile per osservare le presunte violazioni dei diritti umani durante i giorni di protesta e per incontrare il Ministro della giustizia Hernán Larraín.

Dopo l’incontro, Mena ha offerto una conferenza stampa e ha spiegato che il gruppo è composto da quattro esperti che hanno viaggiato da Ginevra su richiesta del Parlamento e del governo cileno per verificare in prima persona le denunce di violazione dei diritti umani. “Terremo incontri con vari attori del società cilena, con organizzazioni civili, istituzioni statali e vittime di violazioni che potrebbero essersi verificate in questo periodo”, ha dichiarato il portavoce, aggiungendo che la delegazione rimarrà nel Paese fino al 22 novembre.

Successivamente, la segretaria per i diritti umani del Cile, Lorena Recabarren, è intervenuta alla conferenza affermando che “l’obiettivo degli osservatori è quello di raccogliere informazioni sulle cause che hanno scatenato le proteste nel Paese”.

Dopo essere stato consultata dalla stampa, Recabarren ha affermato che “per il momento, la missione non ha in programma di incontrare il presidente Sebastián Piñera”.

L’agenda della missione in Cile sarà riservata e le sue attività saranno annunciate solo pochi minuti prima del suo completamento.

Le mobilitazioni sono iniziate lunedì 14 ottobre, a causa di un aumento di 30 pesos (meno di un dollaro) del prezzo del biglietto della metropolitana di Santiago, che giorni dopo è stato annullato da Piñera.

Tuttavia, le proteste non si sono placate, sfociando in rivendicazioni sociali molto più profonde e strutturali e assumendo toni sempre più violenti, con incendi e disordini in diverse zone e stazioni della metropolitana della capitale e decine di manifestazioni in varie parti del Paese.

Piñera, in risposta alle proteste, ha deciso di indire il coprifuoco e lo stato di emergenza, per consentire lo spiegamento dell’esercito e delle forze armate nelle strade. Le misure sono state revocate rispettivamente sabato 26 e lunedì 28.

L’Istituto Nazionale per i Diritti Umani del Cile ha ricevuto segnalazioni di tortura, abuso di potere e detenzioni illegale di civili, rendendo necessaria una missione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Finora, il bilancio ufficiale delle proteste è di 20 morti, cinque dei quali per mano di membri dell’Esercito e dei Carabinieri.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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