Hong Kong: manifestanti pianificano un altro weekend di proteste

Pubblicato il 1 novembre 2019 alle 12:50 in Asia Hong Kong

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I manifestanti di Hong Kong hanno pianificato proteste e flash mob nei centri commerciali della città per il 1° e il 2 novembre, a seguito di una notte di scontri.

I manifestanti anti-governativi, vestiti di nero e coperti da maschere, si sono mescolati con la folla che festeggiava la notte di Halloween, la sera del 31 ottobre. In tale occasione, le strade del quartiere centrale e benestante di Lan Kwai Fong sono state interessate dalle manifestazioni la prima volta in 3 mesi. La polizia ha sparato gas lacrimogeni per disperdere la folla. I leader delle proteste hanno organizzato una serie di attività, per tutto il weekend del 1° e 2 novembre, tra cui sono previsti flash mob e cortei. 

Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e, dopo pochi mesi, si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Oggi, sono diventate quotidiane e i leader delle proteste stanno cercando il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma.  In tale contesto, l‘attivista pro-democrazia, Joshua Wong, ha fatto appello a tutti i cittadini di Hong Kong a scendere in piazza, sabato 2 novembre, per protestare contro la sua esclusione dalle elezioni distrettuali di Hong Kong. “Abbiamo mostrato alla comunità internazionale come le elezioni di Hong Kong vengono manipolate da Pechino”, ha dichiarato Wong ai giornalisti venerdì 1° novembre. “Se sempre più persone, non solo poche migliaia, ma se più di 100.000 cittadini scenderanno in piazza domani, questo può far sapere al mondo come le persone di Hong Kong combattono per le elezioni libere”, ha dichiarato.

Condividendo una copia della lettera ufficiale di rifiuto sui social media, il 22enne ha dichiarato di essere l’unico candidato a cui è stata vietata la partecipazione. “Questo dimostra come Pechino manipola le elezioni con la censura politica e lo screening”, ha scritto su Twitter. La lettera, firmata dal funzionario distrettuale Laura Aron, affermava che la nomina di Wong era stata ritenuta “non valida”. Le elezioni distrettuali si terranno il 24 novembre e saranno una prova importante del clima di Hong Kong, dopo quasi cinque mesi di manifestazioni anti-governative, causate dalla percezione di un’eccessiva influenza della Cina sulla città semi-autonoma. 

In risposta alle richieste dei media, il governo ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava che la nomina di un candidato, non specificato, era stata dichiarata non valida. Secondo la fonte governativa, il problema era da individuare nelle affermazioni di tale candidato relative all’autodeterminazione di Hong Kong. Tali posizioni sarebbero state in conflitto con l’obbligo di dichiarare fedeltà alla città e alla sua costituzione. Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, il 24 ottobre, ha accusato la Cina di limitare “i diritti e le libertà” di Hong Kong. In un importante discorso politico sulla Cina, che ha toccato diversi temi controversi, Pence ha affermato che gli Stati Uniti non stanno cercando uno scontro con Pechino. Tuttavia, il vicepresidente ha condannato lo “stato di sorveglianza” e le azioni militari “sempre più provocatorie” della Cina.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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