Il Pentagono svela i dettagli dell’operazione contro al-Baghdadi

Pubblicato il 31 ottobre 2019 alle 13:15 in Siria USA e Canada

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Il generale che ha supervisionato l’operazione statunitense contro il leader dello Stato Islamico, Abu Bakr Al-Baghdadi, ha fornito maggiori informazioni sul raid e ha affermato che gli Stati Uniti sono in allerta e temono possibili “attacchi di rappresaglia”.

Il generale Frank McKenzie, capo del comando centrale dell’esercito degli Stati Uniti, ha riferito che i soldati USA hanno scoperto che Al-Baghdadi era nascosto in un tunnel del complesso in cui stavano per fare irruzione quando la cattura era ormai imminente. Mostrando un video e alcune immagini del raid, avvenuto il 26 ottobre, McKenzie ha ribadito che Al-Baghdadi ha fatto detonare una veste esplosiva, uccidendo se stesso e 2 bambini piccoli che erano con lui. Il generale ha riferito che, inizialmente, il Pentagono aveva ipotizzato che i minori presenti al momento dell’esplosione fossero 3. McKenzie ha poi confermato che i bambini avevano un’età inferiore ai 12 anni. Nei video mostrati si vedono i soldati statunitensi muoversi lungo il perimetro di un complesso di edifici, ma non viene mostrato il momento in cui fanno irruzione. Secondo quanto riferito, l’esercito ha emesso ordini in arabo affinché le persone all’interno si arrendessero. A quel punto, un certo numero di persone, definiti non combattenti, hanno lasciato l’edificio. 

Una volta completata la missione, i soldati degli Stati Uniti si sono spostati, per permettere la distruzione del complesso, in modo che questo non rischiasse di diventare un santuario di Al-Baghdadi. Le immagini rilasciate dal Dipartimento della Difesa mostrano inquadrature in bianco e nero di truppe statunitensi che si avvicinavano a piedi ad un complesso dalle alte mura. Altre diapositive ritraggono gli edifici prima e dopo l’operazione. In un video si vedono una dozzina di combattenti non identificati che aprono il fuoco contro gli elicotteri che trasportavano i soldati statunitensi. Nel raccontare l’operazione, il generale McKenzie ha specificato che al-Baghdadi è stato nascosto in tale area della Siria Nord-occidentale per “un periodo considerevole”, ma non è entrato nei dettagli. La squadra statunitense è partita da una località sconosciuta all’interno della Siria e ha raggiunto il sito in elicottero, dopo un viaggio di circa un’ora. A seguito del raid, 11 bambini sono stati allontanati incolumi, mentre 4 donne e 2 uomini che indossavano giubbotti esplosivi si sono rifiutati di arrendersi e sono stati uccisi. 

Sebbene l’operazione sia stata un successo, McKenzie ha sottolineato che sarebbe un errore pensare che l’ISIS è stato sconfitto. Secondo il generale, ci vorrà del tempo per sostituire Al-Baghdadi e, durante questo periodo, le operazioni del gruppo sono imprevedibili. “Saranno pericolosi. Sospettiamo che proveranno una qualche forma di attacco di rappresaglia, e siamo preparati a questo”, ha affermato McKenzie. L’identità di Al-Baghdadi è stata confermata tramite il confronto del suo DNA con un campione raccolto nel 2004, quando l’uomo era stato catturato dalle forze statunitensi in Iraq. Il raid ha anche permesso agli Stati Uniti di raccogliere quantità “sostanziale” di documentazione, secondo quanto ha affermato McKenzie, che si è rifiutato di fornire ulteriori dettagli. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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