Libia: Misurata ancora nel mirino di Haftar

Pubblicato il 31 ottobre 2019 alle 8:52 in Africa Libia

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L’Esercito Nazionale Libico (LNA), con a capo il generale Khalifa Haftar, ha reso noto che le proprie forze aeree hanno condotto un attacco contro le postazioni dell’Accademia dell’Aeronautica di Misurata, mercoledì 30 ottobre.

La notizia è stata riferita dal portavoce dell’LNA, Ahmed al-Mismari, il quale ha specificato che le strutture colpite venivano utilizzate come depositi e luoghi per la produzione di droni e missili. L’attacco è avvenuto, a detta del portavoce, dopo che le forze armate hanno ricevuto informazioni dell’intelligence sulle postazioni da colpire. “La minaccia è stata gestita per mezzo di aerei dei gruppi armati, i quali sono decollati da diverse basi per poi lanciarsi contemporaneamente sugli obiettivi stabiliti” ha spiegato al-Mismari, il quale ha affermato che l’operazione è stata condotta con precisione e successo, in quanto i depositi colpiti sono stati distrutti al 100%.

L’aeroporto internazionale di Misurata rappresenta l’unico operativo nella Libia occidentale, dopo che quello di Mitiga continua a essere chiuso, a seguito dell’ultima ondata di attacchi che ha avuto inizio il 1° settembre. Uno degli ultimi attacchi contro la base aerea di Misurata, ad opera delle forze di Haftar, risale al 1° ottobre scorso, quando sono state colpite anche postazioni presso l’aeroporto di Mitiga, con il pretesto che in tali luoghi fossero presenti droni di provenienza turca. Misurata era stata colpita dalle forze dell’LNA anche il 18 ed il 20 settembre, con raid aerei “precisi”, nuovamente condotti contro postazioni “turche”, nel quadro di una lotta contro il tempo volta a liberare la capitale Tripoli.

Anche nel mese di agosto, in particolare nella notte tra il 5 e il 6, l’Accademia dell’Aeronautica di Misurata è stata nel mirino di Haftar. In quell’occasione, al-Mismari dichiarò che le proprie forze avevano condotto 12 raid aerei dopo aver scoperto che il luogo, inizialmente di natura civile, ospitava altresì hangar e bunker utilizzati a scopo militare, ed era divenuto una vera e propria base impiegata dalle forze turche.

Circa gli sviluppi sugli altri fronti di battaglia, al-Mismari ha riferito, il 30 ottobre, che le forze del governo tripolino stanno cominciando a vacillare di fronte alla continua avanzata dell’Esercito Nazionale Libico verso il centro della capitale Tripoli. In tale quadro, è stato affermato che le forze aeree di Haftar hanno colpito diverse postazioni della fazione opposta situate presso l’asse tripolino di al-Aziziya.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Nelle ultime settimane, Haftar ha intensificato le proprie offensive sia via aerea sia via terra, nel quadro di una violenta campagna inaspritasi a partire dal 21 settembre, e che fa seguito a quella intrapresa il 4 aprile scorso, volta a prendere il controllo della capitale Tripoli. Tuttavia, fino ad ora, l’LNA non è riuscito a superare le mura di Tripoli.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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