Germania: le nuove misure repressive contro l’estremismo

Pubblicato il 31 ottobre 2019 alle 18:00 in Europa Germania

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Il governo tedesco ha elaborato, mercoledì 30 ottobre, nuove misure per il contrasto all’estremismo violento di destra.

È quanto reso noto da Reuters, il quale ha altresì rivelato che le misure, le quali devono ancora essere approvate dal Parlamento, includono nuove regole sul possesso di armi e un maggiore controllo della disseminazione di odio sul web. Tali misure si pongono in risposta a un incremento del crimine commesso dai militanti estremisti.

Al governo della cancelliera Angela Merkel, secondo quanto ricostruito da Reuters, è stato più volte chiesto negli ultimi mesi di rispondere agli ultimi crimini commessi dagli estremisti di destra. Lo scorso giugno, i militanti estremisti avevano ucciso un politico a favore di una politica aperta in materia di immigrazione, mentre lo scorso 9 ottobre, 2 persone avevano perso la vita a causa di 2 attacchi, uno contro una sinagoga e uno contro un negozio di kebab, nella città di Halle, nell’Est della Germania. Entrambi gli episodi erano stati opera di militanti di estrema destra, i quali risultano attivi sul web, in particolar modo sui principali canali utilizzati dagli estremisti, per disseminare propaganda razzista e minacciare la classe politica.

In materia di contenuti discriminatori sul web, le nuove misure adottate dal governo impongono l’obbligo per le piattaforme online e per i social network di informare le agenzie di sicurezza e la polizia di eventuali contenuti razzisti. Se, da parte loro, le autorità individuano profili colpevoli di incitamento all’odio, le piattaforme online hanno l’obbligo di fornire l’indirizzo IP del responsabile.

Per quanto riguarda il possesso di armi, il governo intende rendere illegale l’acquisto di armi da parte di membri di gruppi estremisti monitorati dalle agenzie di sicurezza tedesche. In particolare, il New York Times riporta che chi intende acquistare armi verrà sottoposto ad accertamenti da parte delle autorità, le quali intendono controllare che l’individuo non abbia legai con militanti estremisti.

In aggiunta, il governo ha altresì previsto misure per l’incremento del sostegno economico ai programmi di de-radicalizzazione e ai gruppi che promuovono valori democratici e che contrastano la diffusione dell’antisemitismo.

La comunità ebraica tedesca ha accolto con favore il piano del governo, ma ha rivelato di ritenere che concentrarsi sull’antisemitismo di estrema destra non porrà fine alla violenza contro gli ebrei, dal momento che l’antisemitismo appartiene a ogni tipo di estremismo. Secondo i dati riportati da Reuters, tuttavia, circa il 90% dei 1.800 attacchi contro la comunità ebraica avvenuti nell’ultimo anno è stato commesso da estremisti di destra.

Secondo quanto indicato dalla comunità ebraica, la Germania è ancora un Paese che avverte l’eredità del proprio passato nazista e che ad oggi sta vivendo la crescita del partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD), in italiano Alternativa per la Germania, che nelle elezioni regionali della scorsa domenica 27 ottobre ha ottenuto il 25% dei consensi in Turingia. Sull’ascesa di AfD, il New York Times ricorda che il partito è nato in risposta allo scontento popolare emerso in seguito all’arrivo di oltre un milione di migranti nel 2015 e che in occasione delle proteste anti immigrazione, si era avvicinato ai neonazisti.

In tale contesto, il responsabile della commissione parlamentare per gli Affari Interni, Andrea Lindholz, ha dichiarato che l’estremismo politico di destra rappresenta, insieme al terrorismo islamico, una delle principali minacce in materia di sicurezza del Paese. Tuttavia, ha reso noto Lindholz, per contrastare tali minacce il governo deve oltrepassare il vuoto legislativo sulla disseminazione di odio online e adottare misure volte a contrastare la pubblicazione di contenuti discriminatori sul web.

È in tale ottica, ricostruisce Reuters, che due anni fa la Germania ha introdotto leggi che sanzionano fino a 50 milioni di euro le pagine sui social network che non rimuovono i contenuti discriminatori per tempo. Tali misure avevano obbligato Facebook a rimuovere migliaia di post considerati discriminatori.

Anche il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, si è espresso sull’estremismo di destra. In particolare, in occasione di una conferenza stampa, il ministro aveva dichiarato che è alta in Germania la minaccia posta dall’estremismo e dal terrorismo di destra. A tale riguardo, l’agenzia di intelligence interna della Germania ha stimato che sono circa 24.000 gli estremisti di destra tedeschi, di cui circa il 50% rappresenta una minaccia terroristica.

La Germania è membro della NATO dal 1955 e fondatore dell’Unione Europea. Secondo il Global Terrorism Index del 2018, che attribuisce un indice da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 è il massimo, a 163 Paesi al mondo in base all’impatto del terrorismo sui loro territori, la Germania ha registrato un indice di 4.601, rientrando tra gli Stati mediamente colpiti dal terrorismo. A tale riguardo, il Country Report on Terrorism del Dipartimento di Stato americano rende noto che il Paese ha, nel 2017, incrementato il numero di investigazioni, arresti e condanne in materia di terrorismo.

Internamente, ad occuparsi di fronteggiare il terrorismo dal 2004 è il Centro multi-area antiterrorismo, in tedesco Gemeinsames Terrorismusabwehrzentrum (GTAZ) il quale è composto da circa 40 agenzie nazionali di sicurezza, di intelligence e forze dell’ordine.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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