Difesa: Guerini annuncia gli interessi prioritari dell’Italia

Pubblicato il 31 ottobre 2019 alle 19:00 in Europa Italia NATO

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Il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, ha annunciato le linee programmatiche che indirizzeranno l’azione della Difesa e delle Forze Armate nel corso del suo mandato.

È quanto avvenuto dinanzi alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, mercoledì 30 ottobre, le quali per la prima volta hanno avuto modo di confrontarsi con il ministro Guerini dal momento della sua assunzione dell’incarico.

In apertura del proprio intervento, Guerini ha ricostruito il contesto internazionale attuale, il quale pone rischi e sfide in materia di sicurezza. Nello specifico, il ministro ha rivelato che lo scenario securitario globale è caratterizzato da sfide note, tra cui il contrasto al terrorismo internazionale, ma anche da sfide e minacce ibride, cibernetiche e asimmetriche che trasformano costantemente il contesto in cui la Difesa opera. Ciò, ha notato il ministro, si nota anche dal ruolo “sempre più assertivo” assunto da attori internazionali, quali la Russia e la Cina, ma anche dall’attività di altri attori politici che richiamano l’attenzione per via del connesso rischio della proliferazione di armi di distruzione di massa.

In tale quadro securitario globale, l’Italia risulta impegnata, a livello nazionale e internazionale, per mantenere la sicurezza e lo fa con i suoi 13.000 militari, di cui 7.000 attivi sul territorio nazionale e oltre 6.000 impegnati in 37 teatri operativi dislocati in 24 Paesi.

Il dato sulla presenza dei militari italiani nelle missioni internazionali fa emergere l’importanza che queste rivestono per l’Italia, la quale risulta impegnata in operazioni della NATO, delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea. NATO ed UE, in particolare, sono definite all’interno del documento programmatico quali “pilastri” delle alleanze strette dall’Italia.

Le principali aree di interesse strategico per la Difesa si collocano nel “Mediterraneo allargato”, un’area comprensiva di 4 regioni geografiche: MENA, Sahel, Corno d’Africa e Balcani. Il Mediterraneo allargato, si legge nel documento, chiama in causa il tema dell’immigrazione, della sicurezza energetica e dell’ottenimento di materie prime, fattori che rendono la stabilità di tale area una “esigenza vitale” del Paese.

In riferimento all’area MENA, comprensiva dei Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, Guerini ha reso noto che la priorità è rappresentata dalla Libia, per la quale l’Italia mira ad ottenere pace e stabilità. Sulla Libia, inoltre, il ministro della Difesa ha reso noto di non ritenere possibile la stabilizzazione del Paese senza un coinvolgimento degli Stati vicini, tra cui la Tunisia e il Niger, i quali possono assumere un ruolo importante nel contrasto alle organizzazioni coinvolte nella gestione dei flussi migratori. Parallelamente, la stabilità in Libia deve essere raggiunta coinvolgendo le istituzioni e la società civile, destinatarie di azioni di sostegno da parte dell’Italia, come mostrato con la creazione dell’ospedale di Misurata.

Il Medio Oriente pone una minaccia per l’Italia, la quale può venire coinvolta dal ritorno dei foreign fighters nei loro Paesi di origine, soprattutto in virtù degli ultimi sviluppi in Siria, per la quale l’Italia cerca una soluzione politica in accordo con i Paesi della NATO.

Anche il Golfo riveste particolare importanza per l’Italia, soprattutto in seguito all’escalation di tensione nella regione. In virtù di ciò, Guerini ha rivelato che il Ministero della Difesa sta attualmente valutando le proposte dei suoi partner europei in merito all’avvio di missioni navali di sicurezza marittima.

In tema di sicurezza marittima, il ministro ha altresì rivelato di ritenere necessaria una maggiore presenza dell’Italia nell’area orientale del Mediterraneo, teatro di dispute tra Cipro e Turchia che condizionano le opportunità di approvvigionamento di materie prime, specie di risorse energetiche.

A rivestire importanza per l’Italia è anche la regione africana del Sahel, fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a Ovest e il Mar Rosso a Est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici jihadisti, che si concentrano nella parte Nord-occidentale della regione. I principali gruppi armati che operano sul territorio sono tre: al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), Ansar al-Din e il Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad. A tale riguardo, Guerini ha annunciato di voler ridisegnare l’impegno dell’Italia e incrementare la cooperazione con la Francia.

Anche il Corno d’Africa è indicato come area dove l’impegno italiano potrà essere rivisto. In tale regione, l’Italia è impegnata in azioni di addestramento e formazione in loco, ma soprattutto svolge un ruolo di rilievo con il contingente schierato nell’ambito della missione EUTM Somalia, di cui l’Italia è tra i principali Stati sostenitori ed è al comando dal 2014.

La quarta area geografica di interesse strategico è la regione balcanica, dove l’Italia risulta impegnata da oltre 20 anni in missioni di stabilizzazione.  Per tale ragione, Guerini ha rivelato il riconoscimento che i Paesi balcanici mostrano verso l’Italia in riferimento al ruolo svolto, motivo per cui vi è da parte dei Balcani occidentali l’intenzione di incrementare la cooperazione. In tale ottica si colloca il supporto fornito da Roma al percorso di integrazione euro-atlantica di tali Paesi. Da ciò, l’annuncio di Guerini in merito alla convocazione da parte dell’Italia di una Conferenza sulla sicurezza regionale in grado di coinvolgere tutti i Paesi interessati.

Ad essere stata affrontata nel documento programmatico è stata anche la posizione nei confronti della Russia, di cui Guerini ha riconosciuto la preoccupazione della NATO sulla “crescente assertività” di Mosca. A tale riguardo, l’Italia intende perseguire un “approccio a doppio binario”, il quale prevede fermezza e, contemporaneamente, apertura al dialogo.

In riferimento al posizionamento internazionale, il documento programmatico specifica altresì i rapporti dell’Italia con la NATO, l’UE e l’ONU. Per quanto riguarda la NATO, Guerini ha annunciato di voler continuare a fornire il proprio supporto e di avere intenzione di incrementare la percentuale di spesa italiana, con l’obiettivo di avvicinarsi a quanto prefissato. Sull’Unione Europea, l’azione della Difesa si concentrerà sul tema della Difesa europea, nell’ottica della condivisione dei dossier e del raggiungimento di autonomia strategica. In materia di Nazioni Unite, il ministro ha riconosciuto, all’interno del documento, l’impegno dell’Italia, la quale è prima tra i Paesi occidentali per contributo di “caschi blu” e ottava al Mondo.

Per quanto riguarda il tema della sicurezza interna, Guerini ha annunciato di voler riconsiderare l’Operazione “Strade Sicure”, attiva dal 2008, e di voler perseguire un profondo ammodernamento della Difesa, destinando risorse in grado di contribuire allo sviluppo economico, dato l’impatto dell’industria della Difesa sull’economia italiana, e alla sicurezza del Paese.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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