Bolivia: manifestazioni contro rielezione Morales, due morti

Pubblicato il 31 ottobre 2019 alle 9:19 in America Latina Bolivia

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Due persone sono morte nella notte di mercoledì 30 ottobre in Bolivia a seguito di uno scontro tra manifestanti dell’opposizione e manifestanti filo-governativi nella città di Montero, a circa 60 chilometri da Santa Cruz. Sono le prime vittime degli scontri che si verificano ormai quotidianamente nel paese da una settimana tra gruppi che cercano di mantenere la popolazione mobilitata per protestare contro il risultato delle elezioni del 20 ottobre e gruppi che, manifestando a favore del presidente Morales, cercano di rompere e prevengono i blocchi.

Finora, questi scontri avevano causato dozzine di feriti. Invece mercoledì 30 ottobre, Mario Salvatierra, 60 anni, e Marcelo Terrazas, 48 anni, sono morti a causa di ferite da arma da fuoco. Ciò implica un’escalation della violenza politica che turba la Bolivia poiché il risultato delle elezioni non è stato riconosciuto dal principale rivale del presidente Evo Morales, Carlos Mesa, che sostiene che c’è stato un “enorme broglio” per evitare a Morales il secondo turno.

Poche ore prima della notizia di queste morti, il ministro della Comunicazione, Manuel Canelas, aveva fatto appello all’opposizione per trovare assieme una soluzione politica alla crisi, “prima che accada qualcosa che tutti rimpiangeremo”. Mesa ha deciso di respingere l’invito del governo a partecipare al riconteggio dei voti che inizieranno giovedì gli specialisti dell’Organizzazione degli Stati americani (OEA), in virtù di un accordo tra l’organizzazione regionale e il governo boliviano. Per Mesa, i termini in cui si svolgerà il riconteggio stati concordati unilateralmente e senza tener conto delle proposte dell’opposizione. Allo stesso tempo, l’ex candidato ha incolpato il governo, che mobilita le sue basi contro i blocchi, per l’aumento della violenza.

Una delle due persone uccise, apparentemente con colpi di fucile da caccia, apparteneva al movimento civico. I leader dell’opposizione pubblicano condoglianze e forti lamentele contro il partito al potere. La militanza dell’altra persona deceduta non è confermata. La questione di chi fossero le vittime e di chi siano i colpevoli della sparatoria acquisisce ora grande importanza nella polarizzata situazione politica boliviana. 

Nel frattempo, il governo è in attesa del controllo della OEA. Se nel corso delle verifiche si trovassero sufficienti irregolarità, potrebbe verificarsi il ricorso al ballottaggio tra Morales e Mesa. L’opposizione lo considera “una bufala” e afferma che non vuole un secondo turno, ma una nuova elezione generale. Alcuni leader chiedono le dimissioni immediate del governo. 

La posizione di Comunidad ciudadana, la coalizione Mesa, sull’intervento della OEA è dubbia: l’ex-presidente ha implicitamente accettato il riconteggio, ma il suo numero due, Gustavo Pedraza, ha negato che fosse concordata come via d’uscita dall’attuale crisi. Il vicepresidente del governo di Morales, Álvaro García Linera, ha chiesto pubblicamente questo martedì al “candidato sconfitto”, Mesa, di unirsi al processo di revisione.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo 

di Redazione

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