Maduro: Venezuela vittima di torture economiche

Pubblicato il 30 ottobre 2019 alle 6:20 in Venezuela

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Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha affermato che attraverso le continue sanzioni il suo Paese è soggetto a torture economiche, sottolineando che però ciò non ha impedito il mantenimento degli investimenti sociali.

Il Venezuela è sottoposto a tortura, il corpo economico e sociale del Venezuela è sottoposto a tortura, una tortura illegale, fatta di sanzioni penali, al di fuori del diritto internazionale, con un blocco finanziario e con la persecuzione, ma ciononostante abbiamo mantenuto l’investimento per lo stato sociale di diritto”, ha affermato il leader venezuelano in dichiarazioni offerte attraverso il canale televisivo di Stato.

Nelle dichiarazioni durante una riunione ministeriale, il presidente venezuelano ha anche fatto riferimento al gruppo di Lima e ha affermato che i suoi membri sono alla ricerca di modi per impedire la prosperità del modello politico venezuelano.

“Il cosiddetto gruppo Lima, dei governi di destra, cospira contro il governo del Venezuela, perché non vogliono il successo di un modello alternativo che si concentri sul sociale”, ha affermato.

Il Venezuela, nonostante le restrizioni economiche derivanti dalle sanzioni degli Stati Uniti, continua a garantire un’istruzione pubblica gratuita e di qualità, ha proseguito Maduro.

Questa realtà, secondo il presidente, è in contrasto con quella registrata in Cile, dove i giovani a basso reddito non possono accedere all’università. Maduro, infatti, ha proprio preso a paragone il paese andino, in cui da giorni vanno avanti le manifestazioni contro il presidente Sebastián Piñera.

“In Cile il sistema neoliberista è crollato. Il popolo cileno è stufo. Non ha diritto all’istruzione pubblica, alla salute pubblica, alle prestazioni sociali e molte altre cose. È un modello ultracapitalista che sta crollando”, ha dichiarato.

Durante il suo discorso, Maduro ha sottolineato che il Venezuela è “un esempio, un modello alternativo al capitalismo”.

Gli ultimi giorni di proteste in Cile hanno lasciato 19 morti, oltre 1.000 feriti e 3.000 arrestati, secondo l’ultimo rapporto presentato dal National Human Rights Institute (NHRI). L’ONU aveva annunciato che entro il 28 ottobre una missione per i diritti umani dell’Organizzazione si sarebbe recata in Cile e avrebbe iniziato a indagare sulle accuse di violazione dei diritti umani, ma è stata rinviata a data da destinarsi.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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