La Turchia minaccia una nuova operazione contro i curdi in Siria

Pubblicato il 30 ottobre 2019 alle 15:20 in Siria Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, continua a sostenere che le milizie curde non hanno ancora completato il ritiro dalla “safe zone” al confine tra Siria e Turchia e minaccia una nuova operazione nell’area. 

Tali dichiarazioni sono state rilasciate il 30 ottobre dal presidente, che ha affermato che la Turchia si riserva il diritto di lanciare un’altra operazione contro le Unità di Protezione del Popolo Curdo (YPG) nell’area che si estende per 30 km dal confine turco. Erdogan ha poi aggiunto che Ankara e Mosca inizieranno pattuglie congiunte in Siria entro una striscia a 7 km dal confine a partire da venerdì 1 novembre. Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, aveva già denunciato la permanenza di milizie curde nella “safe zone”, il 28 ottobre. Se l’YPG non evacuerà la zona che si estende per circa 30 km dal confine turco, Ankara “spazzerà via questi terroristi da qui”, aveva affermato Cavusoglu, in tale occasione. “C’è chi si è ritirato. Fonti del regime siriano lo stanno confermando, anche la Russia lo sta confermando. Ma non tutti”, aveva aggiunto. 

Quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di ritirare le truppe dal Nord-Est della Siria, l’8 ottobre, ha di fatto abbandonato le YPG, spianando la strada ad un’operazione militare turca contro i militanti curdi. Tale offensiva è stata lanciata il 9 ottobre e veniva identificata con il nome di Operazione “Fonte di pace”. Dopo oltre una settimana di combattimenti e numerose vittime, gli Stati Uniti hanno finalizzato un accordo con la Turchia per un cessate il fuoco temporaneo, il 17 ottobre. Tuttavia, i combattimenti sono continuati in alcune città. Il 22 ottobre, in fine, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ed il suo omologo russo, Vladimir Putin hanno raggiunto un’intesa sulla questione a Sochi, nel Sud della Russia. In particolare, le due parti hanno concordato sulla necessità di respingere le forze curde dalla “safe zone” al confine tra Siria e Turchia, per una distanza pari a circa 30 km. Tra i diversi punti concordati, vi è poi l’istituzione di un centro operativo congiunto.

L’operazione in Turchia, secondo Erdogan, era necessaria per salvaguardare la sicurezza turca contro i militanti curdi. Le Syrian Democratic Forces (SDF), guidate dalle YPG, sono state il principale alleato degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria. Tuttavia, negli ultimi anni, erano riuscite ad ampliare il proprio controllo nelle zone settentrionali ed orientali della Siria, fino ad occupare una vasta area che si estende per 480 km dal fiume Eufrate al confine con l’Iraq. La Turchia descrive le forze curde una “organizzazione terroristica” a causa di legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Quest’ultimo, da decenni, ha condotto una campagna armata per raggiungere l’autonomia in Turchia ed è considerato un’organizzazione illegale da Ankara.

Il segretario della Difesa statunitense, Mark Esper, il 28 ottobre, aveva riferito che gli Stati Uniti sono ancora presenti nelle aree strategiche della Siria per contrastare l’ISIS  e qualsiasi gruppo che minacci la produzione petrolifera siriana. Esper ha poi sottolineato notato che le Syrian Democratic Forces (SDF) appoggiate dagli Stati Uniti hanno fatto affidamento sulle entrate relative alla produzione petrolifera per finanziare i propri combattenti, compresi quelli che custodiscono le prigioni in cui sono detenuti i combattenti dell’ISIS. “Vogliamo assicurarci che le SDF abbiano accesso alle risorse, al fine di proteggere le carceri, armare le proprie truppe e aiutarci con la missione contro l’ISIS”, ha dichiarato il segretario alla Difesa statunitense. “Quindi questa è la nostra missione, proteggere i giacimenti petroliferi”, ha aggiunto. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.