Germania, parla l’intelligence: “Non ci si può fidare di Huawei”

Pubblicato il 30 ottobre 2019 alle 18:58 in Cina Germania

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Il capo del servizio esterno di intelligence tedesco, Bruno Kahl, ha allertato i parlamentari della Germania in merito all’inaffidabilità del colosso cinese delle telecomunicazioni, Huawei.

È quanto riportato dal Financial Times, il quale ha nello specifico dichiarato, in udienza presso una commissione parlamentare, che Huawei non deve essere autorizzata ad assumere un ruolo significativo nella costruzione della rete 5G del Paese. Tali accuse dipendono dall’inaffidabilità del gruppo aziendale cinese.

Il settore delle infrastrutture, ha reso noto Kahl, “non è un’area adatta a un gruppo di cui non ci si può fidare pienamente” e Huawei nello specifico, ha commentato il capo dei servizi, potrà pure avere un ruolo significativo nella costruzione del 5G, ma la Germania deve tenerlo distante dalle aree di interesse strategico.

Tali parole giungono in un momento di forte discussione nel Paese e, più in generale, in Europa, in merito al ruolo e alla responsabilità del colosso cinese delle comunicazioni. Le parole di Kahl, però, sostiene il Financial Times, hanno evidenziato ancora di più la profonda preoccupazione dei funzionari della sicurezza, i quali temono che il coinvolgimento di Huawei nell’appalto del 5G possa esporre una parte cruciale dell’infrastruttura delle telecomunicazioni e dell’informazione all’influenza della Cina.

A tale riguardo, il direttore del Global Public Policy Institute di Berlino, Thorsten Benner, ha dichiarato che “è sempre stato palese che l’intelligence tedesca sia stata molto scettica su Huawei, ma il fatto che Kahl si sia esposto e abbia dichiarato esplicitamente che non ci si può fidare di Huawei è molto rilevante”. Tali parole, inoltre, ha sottolineato Benner, “aggiungono credibilità alle accuse secondo cui la decisione di Merkel di consentire a Huawei di partecipare all’appalto sul 5G vada contro gli interessi della sicurezza nazionale”.

L’apertura della Germania alla Cina era stata ribadita in occasione della visita di Merkel in Cina, avvenuta lo scorso 6 settembre. In tale occasione, la cancelliera aveva rivelato all’omologo cinese che Berlino era pronta e disponibile a ricevere investimenti cinesi, sebbene gli investimenti in settori strategici e infrastrutture critiche debbano essere soggetti a controlli di sicurezza da parte delle autorità tedesche.

In linea con ciò, il Financial Times ricorda che nelle scorse settimane la Germania ha rilasciato le nuove linee guida in merito all’affidamento dei servizi della rete 5G, all’interno del quale si rendeva noto che nessuna azienda sarà esclusa dalla gara, ma tutte dovranno rispettare alcune misure in materia di sicurezza. Nello specifico, al momento del rilascio delle linee guida, un portavoce del governo tedesco aveva dichiarato che “nessun attore o azienda verrà escluso in principio, ma la Germania sta stabilendo una estesa lista di criteri restrittivi in materia di sicurezza, e tutti coloro che vorranno partecipare alla costruzione della rete 5G dovranno rispettare tali criteri”.

Tali linee guida, però, sono state fortemente criticate dopo il loro rilascio. In particolare, tali criteri sono considerati insufficienti, soprattutto se si considera la clausola che consente ai produttori delle apparecchiature di autocertificare la propria “affidabilità”.

Tra i principali critici, il governo americano ha più volte chiesto agli esecutivi europei di escludere Huawei dai fornitori delle proprie reti 5G, allertando in merito al probabile utilizzo da parte della Cina della tecnologia dell’azienda, o dei dati in suo possesso, per condurre attività di spionaggio o sabotaggio cibernetico.

Non a caso, mentre la visita di Merkel a Pechino apriva la porta della Germania agli investimenti cinesi, il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, si trovava in Europa per rafforzare i legami con gli alleati e metterli in guardia dalle minacce in materia di sicurezza provenienti da Cina e Russia.

In linea con ciò, il Financial Times ricorda che negli scorsi mesi l’ambasciatore americano a Berlino, Richard Allen Grenell, aveva avvisato Berlino che Washington avrebbe considerato la riduzione della cooperazione in materia di intelligence in caso di affidamento a Huawei della rete 5G.

La Huawei Technologies Co Ltd è il colosso cinese delle telecomunicazioni, ripetutamente accusata dagli Stati Uniti di spiare i propri utenti per conto del governo cinese, oltre che di aver violato le sanzioni contro l’Iran e di aver rubato la proprietà intellettuale degli Stati Uniti. Da parte sua, l’azienda ha smentito le accuse.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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