Cile: ONU rinvia arrivo delegazione, proteste continuano

Pubblicato il 30 ottobre 2019 alle 6:10 in Cile

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L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha annunciato il posticipo della missione dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani in Cile. Nel frattempo, nonostante il cambio della squadra di governo, le proteste proseguono e ieri si è svolta una grande manifestazione autoconvocata davanti a La Moneda.

La responsabile per le comunicazioni dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha comunicato alla stampa cilena che la missione annunciata in Cile per lunedì con l’obiettivo di monitorare le violazioni dei diritti umani durante queste settimane di tensioni sociali, è stata posticipata. Senza dare alcuna ragione e senza indicare le motivazioni di tale rinvio.

“La squadra dell’Ufficio dell’Alto Commissario verrà inviata nel paese nei prossimi giorni. Al momento non sappiamo la data esatta, ma sarà a breve”, ha comunicato Maria Jeanette Moya.

L’arrivo della missione era stato annunciato da Michelle Bachelet nei giorni scorsi. La delegazione avrebbe dovuto verificare le violazioni dei diritti umani dei diritti umani durante lo stato d’emergenza, denunciate da organismi indipendenti, come l’INDH. 

La situazione nel Paese, intanto, non accenna a pacificarsi, nonostante la fine del coprifuoco e lo stato di emergenza. 

Non è bastato il cambio parziale di governo a porre fine allo scontento sociale che ha mosso e continua a muovere le manifestazioni di questi giorni. Ad essere rimpiazzati sono stati il ministro degli Interni, Andrés Chadwick, che ha gestito la crisi, e il ministro dell’Economia, Juan Andrés Fontaine, che con la sua affermazione “i cileni si sveglino prima al mattino se non vogliono pagare il biglietto della metro più caro” aveva fatto scoppiare un’accesa polemica per cui ha poi chiesto scusa pubblicamente nei giorni scorsi. 

La mossa di Piñera però non convince e viene definita una soluzione parziale. Restano al loro posto, infatti, i titolari di ministeri cruciali, come Istruzione, Salute e Trasporti, oggetto delle rivendicazioni delle proteste di questi giorni, così come non c’è stata alcuna sostituzione in ministeri strategici come quelli di Energia, Industria Mineraria e Agricoltura. 

Il risultato è che le mobilitazioni non si sono fermate e ieri l’Alameda, il viale che attraversa la capitale cilena, è stato scenario di nuove proteste e nuovi scontri con i carabinieri, che non hanno permesso ai manifestanti di raggiungere La Moneda. Nella notte di lunedì nuovi incendi hanno bruciato alcune attività del centro, mentre ieri è stato autoconvocato tramite il passaparola sui social un grande corteo come quello di venerdì scorso davanti il palazzo de La Moneda. Manifestazioni che, se dovessero proseguire anche nei prossimi giorni, potrebbero mettere in serie difficoltà il presidente Sebastian Piñera. 


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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