UE: impellente risolvere crisi umanitaria in Venezuela

Pubblicato il 29 ottobre 2019 alle 6:20 in Europa Venezuela

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Il problema umanitario causato dalla crisi in Venezuela è una delle priorità per l’Unione Europea, ha affermato il Commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides.

Il 28 ottobre l’UE, insieme all’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e all’Organizzazione internazionale per le migrazioni, ha tenuto a Bruxelles una conferenza sulla crisi migratoria in Venezuela.

“La crisi venezuelana è una priorità per l’UE. Faremo tutto il possibile per mantenere un livello analogo di partecipazione politica e finanziaria il prossimo anno”, ha affermato Stylianides, sottolineando che “l’unico modo per porre fine alla sofferenza dei venezuelani è l’aiuto umanitario collettivo basato sull’impegno per una soluzione politica inclusiva e democratica”.

Secondo il commissario, “dall’inizio della crisi in Venezuela, l’UE si è dimostrata politicamente all’avanguardia e ha cercato di fornire l’assistenza necessaria al popolo venezuelano”.

Stylianides ha anche elogiato l’aiuto di altri paesi della regione che “hanno aperto le porte delle loro scuole, ospedali e aziende ai venezuelani che soffrono a causa della grave crisi sociale, politica ed economica che il paese sta attraversando”.

“Siamo tutti uniti in piena solidarietà con il popolo venezuelano e con i paesi vicini”, ha affermato il commissario europeo.

Ad agosto, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, aveva avvertito del grave impatto finanziario che le nuove sanzioni statunitensi avrebbero avuto contro il Venezuela, avvertendo anche che sarebbero potute essere un ostacolo alla consegna di aiuti umanitari.

L’Alto Commissario ha invitato tutte le parti politiche coinvolte e la comunità internazionale in generale a lavorare insieme per trovare una soluzione alla crisi.

In precedenza, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che congela i conti del governo venezuelano negli Stati Uniti.

La misura è l’ultimo tentativo di Washington di indebolire il governo Maduro e facilitare il trasferimento del potere al leader dell’opposizione Juan Guaidó, che a gennaio si è proclamato “presidente ad interim” del Venezuela e che è apertamente sostenuto dagli Stati Uniti.

La crisi nel Paese caraibico va avanti da gennaio, quando Juan Guaidó è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale, controllata dall’opposizione, e si è autoproclamato presidente ad interim. Questa azione è stata appoggiata dagli Stati Uniti e da oltre 50 paesi. La Russia, invece, rimane il principale alleato di Maduro, insieme ad altri partner storici di Caracas tra cui spiccano Cuba, Messico, Cina, Turchia, Bielorussia, Indonesia, Bolivia, Iran, Siria e Nicaragua


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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