Marocco: smantellata una cellula dell’ISIS

Pubblicato il 29 ottobre 2019 alle 12:47 in Africa Marocco

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Il capo dell’Ufficio Centrale per le Indagini Giudiziarie (BCIJ) del Marocco, Abdelhak El Khiam, ha affermato, il 28 ottobre, che le proprie squadre sono state in grado di smantellare una cellula terroristica legata all’ISIS, che pianificava un attentato a Casablanca e nei porti circostanti nel breve periodo.

In particolare, l’operazione è stata condotta il 25 ottobre scorso e ha portato alla cattura dei terroristi divisi tra Casablanca, Ouezzane e Chefchaouen. Anche la polizia marocchina ha confermato l’arresto di 7 militanti terroristi, i quali erano in possesso di diversi tipi di armi da fuoco, materiali per fabbricare bombe, un gommone e strumenti per l’immersione e la navigazione.

Secondo quanto riferito, un militante siriano, inviato dall’ISIS, coadiuvava le attività della cellula, anche a livello logistico, ma questo è ancora in fuga. Tra gli obiettivi nel mirino dei terroristi vi erano siti economici rilevanti di Casablanca e altri punti a largo delle sue coste. Il gruppo era composto da militanti di età compresa tra i 19 e 27 anni, reclutati attraverso internet. Secondo quanto riportato da media locali, la mente della cellula e altri due membri avevano registrato video in cui giuravano fedeltà al leader dell’ISIS, Abu Bakr al-Baghdadi, e in cui minacciavano di condurre attentati con il fine di creare una provincia affiliata all’organizzazione terroristica che avrebbe preso il nome di “Wilaya di Daesh nel Maghreb Islamico”.

A detta di El Khiam, il cosiddetto “emiro” del gruppo aveva cercato, nel 2016, di unirsi allo Stato del Califfato del Sahel, ma senza riuscirci. Successivamente, il gruppo terroristico ha incaricato i terroristi locali di condurre attacchi all’interno del Marocco. Per El Khiam, si tratta, probabilmente, dell’ultima cellula sopravvissuta prima della morte del leader al-Baghdadi, annunciata il 27 ottobre scorso, a seguito di un raid aereo delle forze statunitensi nella Siria Nord-occidentale. È stato altresì evidenziato che l’ultima operazione del 25 ottobre si inserisce in un quadro di attività di prevenzione che, nel corso del 2019, hanno portato allo smantellamento di 12 cellule jihadiste in Marocco.

Una delle ultime notizie di tal tipo risale al 5 settembre scorso, quando un’ulteriore cellula jihadista è stata smantellata nel Nord del Marocco. Il 18 giugno altri terroristi sono stati arrestati nella città settentrionale di Tetouan. Ancor prima, il 3 giugno, un’unità speciale antiterroristica marocchina aveva arrestato 3 sospettati estremisti legati all’ISIS, nelle due cittadine di Errachidia e Tinghir, nel Sud-Est del Paese.

Per contrastare fenomeni di radicalizzazione e crimine organizzato, state create delle reti di cooperazione e condivisione tra le forze antiterrorismo, tra cui la principale agenzia di sicurezza anti-terrorismo del Paese, la Maroccan Central Bureau of Judicial Investigation (BCIJ). 

Il Global Terrorism Index 2018 ha inserito il Marocco al 132esimo posto all’interno di una lista composta da 162 nazioni che indica il rischio di minaccia terroristica. Rispetto al 2017, quando si trovava al 123esimo posto, il Paese nordafricano ha guadagnato ben 9 posizioni. Dal 2015 all’aprile 2018, gli agenti del BCIJ hanno neutralizzato 815 terroristi e smantellato 53 cellule. Il 1° giugno 2018, il re marocchino, Mohammed VI, ha inaugurato l’Institute for Specialized Training (IST), un sistema di sicurezza volto a rafforzare le attività di intelligence e antiterrorismo nel Paese, che opererà sotto l’ombrello della Direzione Generale per la Sicurezza Nazionale (DGNS) e la Direzione Generale per la Sorveglianza Territoriale (DGST). L’istituto mira a dotare le reclute delle competenze necessarie a contrastare le crescenti minacce alla sicurezza e all’integrità territoriale del Paese e, con le sue strutture di formazione all’avanguardia, è destinato a concentrarsi su servizi di intelligence, indagini penali, decodifica e intercettazione della comunicazione.

La prima azione terroristica in Marocco risale al mese di dicembre 2018, rivendicata dall’ISIS. Il 17 dicembre, le autorità marocchine hanno scoperto i corpi decapitati di due turiste scandinave, in un campeggio vicino al Monte Toubkal. Le vittime sono state identificate con la danese Louisa Vesterager e la norvegese Maren Ueland. Pochi giorni dopo, l’ISIS ha rivendicato la morte delle due donne diffondendo in video in cui 4 militanti giurano fedeltà al califfato e poi uccidono le turiste. Nel filmato, una voce spiega che l’azione è stata una vendetta per ciò che è accaduto in Siria, dove l’ISIS è rimai stato sconfitto militarmente.

Il Marocco è considerato un porto sicuro nel Nord Africa, soprattutto se si considera l’instabilità degli Stati vicini. L’obiettivo del Paese è assicurare la sua presenza nel continente e promuovere un’agenda Sud-Sud, fornendo una formazione simile agli agenti di sicurezza e di intelligence dei Paesi alleati che si trovano nel resto dell’Africa.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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