Libia: l’iniziativa dell’Alto Consiglio di Stato per risolvere la crisi

Pubblicato il 29 ottobre 2019 alle 10:33 in Africa Libia

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Il presidente dell’Alto Consiglio di Stato in Libia, Khaled al-Mishri, ha lanciato, il 28 ottobre, un’iniziativa volta a porre fine alla crisi in Libia, a metà strada tra una soluzione politica ed una militare.

Tra i diversi punti, si prevedono concessioni senza precedenti ai Fratelli Musulmani, di cui lo stesso al-Mishri è membro, e un cessate il fuoco immediato, volto a far indietreggiare le forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato da Khalifa Haftar, fino ai confini amministrativi delle aree occupate prima dell’inizio dell’offensiva contro Tripoli, intrapresa il 4 aprile scorso. In cambio, l’esercito di Tripoli, affiliato al Consiglio presidenziale con a capo Fayez al-Sarraj, si impegnerà a non entrare nella città di Tarhouna e a ritirare le proprie forze dai fronti di combattimento a Sud della capitale.

Secondo quanto proposto, dovrebbe essere istituita una no-fly zone, sotto l’egida della Missione delle Nazioni Unite in Libia. Inoltre, i combattenti di entrambe le fazioni dovrebbero essere resi forze regolari, le istituzioni militari e per la sicurezza dovrebbero unirsi e una maggiore attenzione dovrebbe essere prestata alle forze anti-terrorismo.

Sul versante politico, l’iniziativa di al-Mishri prevede una modifica della costituzione, da attuarsi dopo elezioni parlamentari. Inoltre, dovrebbe essere approvato il terzo capitolo relativo al sistema governativo, in quanto base costituzionale per elezioni presidenziali e parlamentari. Bisognerebbe, poi, porre fine ad una fase di transizione e ai mandati dei membri della classe politica attualmente in carica. Le prossime elezioni dovrebbero essere organizzate entro 14 mesi dalla riunione della Camera dei rappresentanti e dall’approvazione della legge elettorale, seguita da una modifica alla struttura del Consiglio presidenziale, il quale dovrebbe nominare un primo ministro separato. Non da ultimo, la Camera dei Rappresentanti e l’Alto Consiglio di Stato interverrebbero al posto del Consiglio presidenziale, in caso di una sua assenza, approvando altresì il bilancio, dichiarando uno stato di emergenza o di guerra e tenendo incontri.

L’iniziativa prevede altresì la formazione di un’organizzazione per la riconciliazione nazionale che includa tutte le commissioni nazionali, di tutto il Paese, e misure che assicurino la trasparenza e l’integrità del lavoro del governo. Al-Mishri e l’Altro Consiglio di Stato hanno inoltre incluso nella propria iniziativa altre questioni relative all’attuazione di riforme economiche e in materia di sicurezza. Non da ultimo, sono state avanzate misure volte a porre fine ai discorsi di incitamento all’odio promossi dai media ed è stata proposta la ratifica di un codice d’onore che garantisca il rispetto di tutte le comunità e le componenti sociali libiche, oltre all’adozione di un approccio moderato in materia religiosa che salvaguardi i valori del Paese.

Nel commentare l’iniziativa di al-Mishri, alcuni l’hanno vista come un tentativo di uscire dalla battaglia in corso con perdite minime. L’analista politico libico, Yahya al-Karghli al-Misrati, ha affermato che quanto proposto riflette la sconfitta e le perdite subite da gruppi estremisti come i Fratelli Musulmani e al-Qaeda, e che il piano è espressione di paura e panico.

L’Alto Consiglio di Stato è un organo legislativo, nonché l’organismo consultivo che riunisce gran parte dei deputati eletti nel 2012, in occasione delle prime elezioni dopo la caduta dell’ex dittatore Muammar Gheddafi. Tale ente è stato ideato dopo che, con la formazione del nuovo parlamento nel 2014, insediatosi a Tobruk, questo entra in contrasto con quello vecchio di Tripoli, formato per la maggior parte da membri della Fratellanza Musulmana. Successivamente, con gli accordi di Skhirat del 2015, la vecchia camera assume il ruolo di Alto Consiglio di Stato ed esautora la Camera dei Rappresentanti di Tobruk dall’attività legislativa. Diversamente dalla Camera dei Rappresentanti di Tobruk, l’alto Consiglio riconosce il governo di Tripoli, guidato da Fayez al-Sarraj, ma, al contempo è considerato l’istituzione più rappresentativa dei Fratelli Musulmani.

La situazione di grave instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Gli schieramenti che si oppongono sono due. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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