Libia, Germania: “Ancora nessuna data per la conferenza di Berlino”

Pubblicato il 29 ottobre 2019 alle 18:04 in Germania Libia

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Il ministro degli Affari Esteri tedesco, Heiko Maas, ha dichiarato, lunedì 28 ottobre, che non è ancora stata concordata una data per la conferenza internazionale di Berlino sulla Libia.

È quanto rivelato, martedì 29 ottobre, dal Libya Observer, il quale ha altresì reso noto che le dichiarazioni sono state rilasciate a margine di un incontro tra Maas e l’omologo tunisino, Khemaies Jhinaoui.

Il vertice, secondo quanto rivelato dal ministro tedesco, si è tenuto nella cornice delle consultazioni avviate dalla Germania in merito alla conferenza internazionale sulla Libia. Tale conferenza era stata annunciata lo scorso 14 settembre, quando l’ambasciatore tedesco a Tripoli, Oliver Owcza, aveva dichiarato che il proprio Paese aveva intenzione di ospitare una conferenza sulla Libia, in coordinamento con le Nazioni Unite, per tentare di riportare la sicurezza e stabilizzare la produzione di petrolio nel Paese nordafricano, teatro di instabilità dal 2011. Al momento dell’annuncio, alcune fonti diplomatiche avevano rivelato che la conferenza era in programma, a Berlino, tra ottobre e novembre 2019.

Stando alle dichiarazioni di Maas, non è ancora stata individuata una data per la conferenza di Berlino, ma, secondo quanto annunciato da Jhinaoui, sono stati avviati i preparativi. La conferenza, ha specificato il ministro degli Esteri tunisino, è finalizzata a trovare una soluzione politica e pacifica alla crisi libica, e “sia la Tunisia, sia la Germania, non hanno alcun obiettivo in Libia, eccetto la pace”.

Per Tunisi, ha chiarito Jhinaoui, “la questione libica è cruciale, date le ripercussioni sociali, economiche e politiche che questa ha sulla Tunisia”. È in questo contesto, ha spiegato il ministro tunisino, che “la Tunisia ha aiutato i suoi fratelli libici a cercare di superare il conflitto e a optare per una soluzione pacifica, nell’ambito sia di un framework bilaterale, sia dell’iniziativa tripartita con Egitto e Algeria lanciata dall’allora presidente Beji Cad Essebsi”.

In virtù di tale impegno, ha annunciato Jhinaoui, “la Tunisia coadiuverà anche la Germania, le Nazioni Unite e la comunità internazionale a trovare una soluzione alla crisi libica”, aggiungendo che Berlino, Parigi, Roma e Tunisi possono solo contribuire a incoraggiare i vertici libici a trovare una soluzione inter-libica.

L’incontro tra Maas e Jhinaoui è avvenuto a un giorno di distanza dal vertice inaspettato tra Germania e Libia, il quale si era tenuto domenica 27 ottobre a Zuwara, nell’area occidentale della Libia.

Secondo quanto riportato dal Libya Herald, nel corso del vertice in Libia, Haas aveva avuto modo di presentare al premier del governo internazionalmente riconosciuto, Fayez al-Serraj, i primi dettagli della conferenza di Berlino. Al vertice, secondo quanto riportato, era presente anche l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, Ghassam Salamé.

Da parte sua, ha reso noto il Libya Herald, la Germania aveva sottolineato nel corso del vertice di voler trovare una soluzione politica alla questione libica, nel tentativo di aiutare il popolo libico a superare l’attuale situazione di crisi. Durante il vertice con al-Serraj e Salamé, Haas aveva altresì ribadito il proprio impegno a collaborare con il governo libico per tentare di ottenere stabilità nel Paese nordafricano.

Il governo di Tripoli, ha diffuso il Libya Herald, aveva altresì riportato che la delegazione tedesca aveva, in occasione del vertice, sia condannato gli attacchi contro Tripoli, sia confermato il proprio sostegno nei confronti della soluzione della missione ONU in Libia per risolvere la crisi.

Parallelamente, secondo quanto reso noto, la Germania aveva altresì rivelato che la conferenza sarebbe stata aperta a tutti gli attori più influenti e che la sua relazione conclusiva verrà rilasciata solo su consenso unanime dei partecipanti. Alla conferenza di Berlino, inoltre, parteciperanno anche i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ovvero Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti, al fine di assicurare l’impegno da parte del Consiglio di Sicurezza nel risultato della Conferenza di Berlino.

Da parte sua, Serraj aveva accolto positivamente l’impegno di Haas e della sua delegazione, soprattutto in riferimento alla presa di posizione contro l’attacco a Tripoli. Il governo tripolino, aveva dichiarato il suo premier, accoglie con favore la conferenza di Berlino e intende imparare dagli errori delle passate conferenze affinché si riesca questa volta a raggiungere progressi concreti.

Al termine del vertice, i due leader e l’inviato speciale ONU avevano ribadito che la soluzione alla questione libica potrà essere solo politica e non militare.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Al Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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