Immigrazione: Ocean Viking di nuovo ferma in mare con più di 100 migranti a bordo

Pubblicato il 29 ottobre 2019 alle 6:12 in Europa Immigrazione Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Sono oltre 100 i migranti fermi in mare da 11 giorni a bordo dell’imbarcazione Ocean Viking, di proprietà della ONG Medici senza Frontiere e SOS Mediterranee.

È quanto riportato, lunedì 28 ottobre, da Al Jazeera English, il quale ha altresì rivelato che i 104 migranti, di cui 10 donne, di cui 2 in stato di gravidanza, e 41 minori, erano stati soccorsi da un gommone in stato di sovraffollamento a circa 50 miglia nautiche dalle coste della Libia.

Secondo quanto dichiarato ad Al Jazeera English da un membro dell’equipaggio della Ocean Viking, il centro di coordinamento per il recupero e il salvataggio della Libia aveva indicato il porto di Tripoli quale luogo sicuro per lo sbarco. Tuttavia, l’imbarcazione è in attesa di una risposta dalle autorità italiane e maltesi.

Nel frattempo, ha reso noto una dichiarazione ufficiale dell’ONG Medici Senza Frontiere, “un primo controllo medico ha evidenziato che tutti i migranti soccorsi sono in condizioni stabili. Alcuni erano deboli a causa della fatica e dell’esposizione al sole, senza acqua da bere. Molti erano disidratati ma si sono ripresi e molti erano molto sensibili, soprattutto le madri con i propri figli, le quali hanno iniziato a piangere dal sollievo di essere sopravvissute”.

Stando a quanto rivelato da Al Jazeera English, dei 41 minori tratti in salvo, 31 sono non accompagnati, di cui 6 di età inferiore a 16 anni. Tra i soccorsi, secondo quanto rivelato, anche un infante di 2 anni e un bambino di 11 mesi.

Lo stallo della Ocean Viking, sottolinea Al Jazeera English, avviene nonostante Italia, Francia, Germania e Malta abbiano concordato un piano di “tracciamento veloce”. Nello specifico, il 23 settembre, i ministri dell’Interno di Italia, Malta, Francia e Germania avevano siglato a Malta un accordo in materia di immigrazione che sancisce quattro punti principali: l’obbligatorietà della redistribuzione dei migranti; l’impiego di “tempi rapidi”, ovvero circa 4 settimane, per i ricollocamenti e la redistribuzione; la registrazione dei migranti nel Paese di destinazione, che ne curerà anche i rimpatri; la rotazione volontaria dei porti di sbarco.

Tale accordo, ha rivelato Al Jazeera English, è stato duramente criticato da Medici Senza Frontiere, un cui operatore a bordo della Ocean Viking, Jay Berger, ha dichiarato che “questo non è il modo in cui si trattano le persone che sono state tratte in salvo da una imbarcazione in difficoltà, questo è aggiungere sofferenza e traumi psichici alla loro ansia”. In particolare, ha dichiarato Berger, “questo dimostra da parte dell’UE il mancato riconoscimento di attenzione e dignità nei confronti delle persone che sono in bisogno e che dovrebbero essere trattate con tutta la dignità e il rispetto che meritano”.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 22 ottobre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 96.083, di cui 77.525 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 1.085, di cui 692 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza, 323 nella rotta occidentale, la quale coinvolge Marocco e Algeria, e 70 nella rotta orientale, il cui principale porto di partenza è la Turchia. 

I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 23 ottobre 2019, sono giunti 51.825 migranti in Grecia, 24.623 in Spagna, 9.392 in Italia, 5.575 a Cipro e 2.911 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 17.6%.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.