Caso Puigdemont: la Spagna contro il Belgio

Pubblicato il 29 ottobre 2019 alle 12:35 in Belgio Spagna

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Il governo di Madrid “non capirebbe se lo Stato belga non consegnasse chi fugge dalla giustizia spagnola” – ha dichiarato la vicepresidente del governo spagnolo Carmen Calvo in riferimento all’ex presidente catalano Carles Puigdemont. Lo stesso giorno in cui era previsto che la Procura belga chiedesse ufficialmente che il nuovo ordine europeo di detenzione ed estradizione dei tribunali spagnoli fosse eseguito in modo che l’ex presidente della Generalitat messo a disposizione della Spagna e processato per sedizione e appropriazione indebita, la vicepresidente esecutivo Carmen Calvo, ha ammonito parlando alla radio Onda Cero che se la consegna non avesse luogo “interpreteremo che non è ammissibile che venga negata una piena democrazia come quella spagnola”. Il tribunale belga ha ammesso un ricorso di Puigdemont rinviando la sentenza al 16 dicembre.

In caso di mancata estradizione – ha aggiunto Calvo – “prenderemo le nostre decisioni perché non lo capiremmo”. Tra gli Stati, ha detto, “deve esserci collaborazione, più o meno intensa”. Calvo ha indicato che “Non parlerò di ciò che gli organi giudiziari belgi devono fare”, ma l’esecutivo non capirebbe che Puigdemont non è stato arrestato e reso alla giustizia spagnola quando la Corte Suprema ha già processato il caso ed è stata comminata una condanna al resto dei leader indipendentist che non sono fuggiti dalla Spagna.

“Esiste un elenco più o meno automatico di reati raccolti nelle diverse leggi penali. Quelli che sono ora stabiliti per l’attivazione del mandato di arresto europeo dovrebbero funzionare in questo modo”, ha affermato a proposito di sedizione e appropriazione indebita, che richiedono la consegna, a differenza dei dubbi sollevati dalla ribellione e ciò ha impedito di presentare la prima richiesta di estradizione nel 2018.

La vicepresidente ha anche fatto riferimento alle informazioni pubblicate dalla stampa spagnola sui collegamenti tra Puigdemont e i Comitati di difesa della Repubblica (CDR) poiché, secondo le indagini del Tribunale nazionale, i CDR hanno informato direttamente Puigdemont delle loro azioni. Calvo ha assicurato che “il governo ha verificato l’esistenza di una minoranza violenta organizzata”. “I nostri servizi di intelligence stanno facendo il loro lavoro per sapere a quali ordini rispondono” – ha aggiunto. 

Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, in un’intervista al canale televisivo Telecinco, ha già affermato che sono in fase di studio i possibili collegamenti tra i responsabili politici e alcune delle piattaforme che hanno scatenato i disordini delle ultime settimane. Ci sono diverse linee di indagine, ha spiegato: uno, che incide sulle responsabilità penali o amministrative degli oltre 200 detenuti e un secondo, il legame con leader indipendentisti. “I servizi di intelligence e le forze e gli organismi di sicurezza dello Stato stanno indagando a fondo su questo problema e raggiungeremo la verità” – ha affermato.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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