Bulgaria: diplomatico russo espulso per spionaggio, 24 ore per lasciare il Paese

Pubblicato il 29 ottobre 2019 alle 20:01 in Bulgaria Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Ministero degli Affari Esteri della Bulgaria ha annunciato di aver concesso all’ambasciatore russo a Sofia, Anatoly Makarov, 24 ore per far sì che il suo primo segretario, accusato di spionaggio, lasci il Paese.

È quanto rivelato, martedì 29 ottobre, dal Sofia Globe, il quale aveva, il giorno precedente, dato la notizia delle accuse di spionaggio avanzate contro il primo segretario dell’ambasciata russa di Sofia.

Secondo quanto ricostruito, la procura bulgara ha accertato che il primo segretario sia colpevole di spionaggio, ma il processo è stato sospeso in quanto il funzionario russo possiede immunità diplomatica. Le indagini, secondo quanto rivelato, erano iniziate lo scorso settembre 2018, in seguito alla ricezione da parte della procura di un avviso dell’Agenzia di Stato per la sicurezza nazionale.

L’avviso dell’Agenzia, ha reso la procura, ha trovato riscontro nel corso delle indagini, le quali hanno fatto emergere che a partire da settembre 2018, il cittadino russo ha portato avanti attività di intelligence, ha tenuto riunioni cospiratorie con cittadini bulgari, “tra cui un alto funzionario autorizzato ad accedere a informazioni classificate sulla Bulgaria, sulla Unione Europea e sulla NATO”. Gli incontri, secondo quanto emerso dalle indagini, erano finalizzati a ottenere, per scopi di intelligence, informazioni sottoposte al segreto di Stato.

In seguito al termine delle indagini, lo scorso 25 ottobre, la procura ha notificato il ministro agli Affari Esteri della Bulgaria, Ekaterina Zaharieva, il cui dicastero ha, il 28 ottobre, convocato l’ambasciatore russo.

Inizialmente, la Bulgaria aveva annunciato che il diplomatico incriminato aveva lasciato il Paese, ma nella serata di lunedì il Ministero degli Affari Esteri è stato informato dall’Ambasciata della Russia in Bulgaria che “il diplomatico in questione non ha ancora lasciato il Paese”.

Per tale ragione, in occasione di un nuovo incontro con l’Ambasciatore russo, la Bulgaria ha dato a Makarov 24 ore di tempo per assicurarsi che il suo funzionario lasci il Paese.

Poco più di un mese fa, l’11 settembre, le autorità giudiziarie della Bulgaria avevano già accusato il direttore di una ONG bulgara, Nikolai Malinov, di spionaggio per conto della Russia. Nello specifico, la procura aveva ricostruito che Malinov, responsabile del Movimento Russofilo Nazionale, lavorava dal 2010 per l’Istituto russo per gli studi strategici, il Russian Institute for Strategic Studies, gestito principalmente da ex agenti dell’intelligence, e per una ONG russa, l’Aquila bicefala.

Secondo quanto reso noto dal viceprocuratore capo, Ivan Geshev, Malinov era ritenuto “colpevole di essersi messo al servizio di organizzazioni straniere lavorando per esse come spia”. A sostegno di tali accuse, i magistrati avevano rivelato di aver trovato un documento in lingua russa preparato da Malinov in cui si sosteneva “la necessità del ri-orientamento geopolitico della Bulgaria”. Nello specifico, il report mostrava le intenzioni di Malinov di creare siti internet, un canale televisivo, un osservatorio di successo e un partito politico al fine di incoraggiare i cittadini bulgari ad adottare un pensiero positivo nei confronti della Russia,

Nella stessa giornata, i magistrati avevano vietato l’ingresso nel Paese per i prossimi 10 anni al vicesegretario della ONG per cui lavorava Malinov ed ex direttore dell’Istituto Russo per gli Studi Strategici, Leonid Reshetnikov, nonché ex agente dei servizi segreti russi. Malinov era in buoni rapporti con Reshetnikov, con il quale si incontrava regolarmente in Russia insieme al presidente della ONG Aquila Bicefala, Konstantin Malofeev. Gli inquirenti ritengono che in occasione degli incontri, Malinov abbia ricevuto finanziamenti e indicazioni sugli incarichi da svolgere.

il parlamento bulgaro aveva quindi richiesto al procuratore capo, Sotir Tsatsarov, in merito al caso Malinov. In tale occasione, Tsatsarova zveva reso noto che nelle indagini erano state coinvolte anche altre 15 persone, di cui 8 si trovavano in detenzione temporanea.

In occasione degli arresti, erano scoppiate tensioni e proteste da parte del partito di opposizione, il Partito Socialista, che è a favore di relazioni più vicine alla Russia. 

La Bulgaria, parte dell’Unione Sovietica fino alla dissoluzione dell’URSS, è un membro della NATO dal 1994 e dell’Unione Europea dal 2007. Ciò nonostante, Sofia ha continuato a mantenere forti legami storici e culturali con la Russia, che rimane il suo principale fornitore di energia.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.