Albania: “Il dialogo tra Kosovo e Serbia deve ripartire”, intanto la Russia si avvicina

Pubblicato il 29 ottobre 2019 alle 19:00 in Balcani Europa Russia

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Il presidente dell’Albania, Ilir Meta, ha dichiarato di ritenere che Serbia e Kosovo debbano riprendere a dialogare per ottenere un accordo vincolante e duraturo.

È quanto rivelato, martedì 29 ottobre, da ANSAmed, il quale ha altresì reso noto che le dichiarazioni di Meta sono state rilasciate in occasione della conferenza stampa congiunta tenutasi a Bruxelles con il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg.

Nello specifico, secondo quanto riportato dal quotidiano, Meta ha dichiarato di credere che Belgrado e Pristina debbano tornare a dialogare al fine di siglare “un accordo legalmente vincolante, che sia duraturo, flessibile e che sancisca l’indipendenza e l’irreversibilità della sovranità” territoriale del Kosovo.

In Kosovo, inoltre, Meta ha dichiarato di ritenere necessaria “la prosecuzione della missione della NATO”, la quale supporta “il diritto legittimo” di Pristina “di trasformare gradualmente la Kosovo Security Force in un esercito tradizionale attraverso un processo legittimo, trasparente e democratico”.

Durante il vertice, il presidente albanese ha altresì menzionato la decisione dei leader europei in merito al mancato avvio dei negoziati per l’adesione al blocco comunitario di Tirana e Skopje. Secondo quanto reso noto dal presidente, anche Stoltenberg ha espresso il proprio rammarico, ma l’Albania “è determinata a raddoppiare i propri sforzi per raggiungere questo obiettivo strategico” e assicurare che “i Balcani rimangano una regione filo-occidentale”.

Le parole di Meta giungono a pochi giorni di distanza dall’incontro tra il probabile futuro premier del Kosovo, Albin Kurti, e il premier albanese, Edi Rama. Il vertice si era tenuto il 25 ottobre, aveva annunciato RTK, data in cui i due avevano concordato l’avvio di maggiore cooperazione tra Kosovo e Albania. Nel corso del vertice, inoltre, Rama aveva dichiarato che Tirana è contraria allo scambio di territori tra la Serbia e il Kosovo.

Nel frattempo, l’ufficio dell’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini, ha annunciato che si terrà, nella serata del 29 ottobre, un vertice informale con i leader dei Paesi dei Balcani occidentali. Il vertice sarà finalizzato a scambiare vedute e opinioni sui principali avvenimenti della regione, sulla risoluzione delle sfide e sull’analisi dei progressi raggiunti nel corso del mandato di Mogherini, il quale sta volgendo al termine.

Al vertice con Mogherini parteciperanno il premier albanese, Edi Rama, il Capo di Stato del Kosovo, Hashim Thaci, del Montenegro, Milo Sjukanovic, e della Serbia, Aleksandar Vucic, il primo ministro della Macedonia del Nord, Zoran Zaev, e i membri della presidenza bosniaca, Zeljko Komsic, Milorad Dodik e Sefik Dzaferovic.

Il vertice con Mogherini segnerà la prima volta che i Paesi della regione dialogheranno con Bruxelles da quando l’Unione Europea ha deciso di non avviare i negoziati per l’adesione nel blocco comunitario di Albania e Macedonia del Nord. Tale decisione non era stata ben accolta dai Paesi della regione balcanica, tutti orientati verso un futuro europeo. Parallelamente,  anche l’esecutivo europeo, ovvero la Commissione, era forte sostenitrice, secondo quanto ricostruito da Reuters, dell’ingresso delle altre repubbliche ex-Iugoslave nell’Unione, soprattutto per scongiurare quella che viene percepita come la crescente affermazione e influenza di Cina e Russia.

A tale riguardo, l’agenzia di stampa indipendente dei Balcani, IBNA, ha annunciato, martedì 29 ottobre, che l’Unione Economica Euroasiatica (EEU), la risposta russa all’Unione Europea, ha ufficialmente invitato Tirana e Skopje a entrare nella EEU.

L’invito, secondo quanto riportato, è stato inoltrato da parte del rappresentante permanente della Russia presso l’UE, Vladimir Chizhov, in occasione del Forum Economico euroasiatico che si è tenuto lo scorso 25 ottobre a Verona.

Nell’annunciare la proposta avanzata a Tirana e Skopje, Chizhov ha dichiarato che l’Albania e la Macedonia del Nord verranno comprese prima dall’EEU che dall’UE. In particolare, il diplomatico russo ha dichiarato di essere “certo che i Paesi, candidati per entrare nell’UE e che sono stati recentemente congelati da Bruxelles, potranno trovare maggiore comprensione nell’Unione Economica Euroasiatica”.

Lo scorso 18 ottobre, Parigi aveva bloccato l’allargamento dell’Unione a Tirana e Skopje. Nello specifico, l’ingresso della Macedonia del Nord aveva ricevuto il parere positivo di tutti gli Stati membri dell’UE, eccetto che della Francia, mentre l’ingresso dell’Albania era stato ostacolato da Francia, Danimarca e Paesi Bassi. Da parte sua, Parigi aveva dichiarato di ritenere che l’Europa stia già affrontando troppe sfide per consentire l’ingresso di due ulteriori Paesi dei Balcani, una regione ancora in via di recupero dopo le guerre degli anni Novanta e che ancora oggi combatte contro il crimine e la corruzione. In particolare, secondo Parigi, l’UE deve concentrarsi su quattro sfide: l’uscita del Regno Unito, la Cina, la Russia e il fenomeno migratorio.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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