Mozambico: Nyusi confermato presidente nonostante le contestazioni

Pubblicato il 28 ottobre 2019 alle 13:09 in Africa Mozambico

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L’attuale leader del Mozambico, Filipe Nyusi, ha ottenuto, con il 73% dei voti, un nuovo mandato presidenziale. È quanto ha riferito la Commissione elettorale, domenica 27 ottobre, nonostante l’opposizione continui a contestare i risultati delle votazioni e ad accusare il presidente di brogli e corruzione. Ossufo Momade, il candidato del maggior partito d’opposizione, ovvero il Renamo (Resistenza Nazionale mozambicana), è risultato il secondo più votato, aggiudicandosi il 21.88% dei voti, con uno scarto notevole rispetto a Nyusi.

Durante il suo secondo mandato quinquennale, il presidente si dovrà impegnare a sviluppare le riserve di gas del Paese, che prevede di diventare, entro 5 anni, il secondo esportatore al mondo di gas naturale. Il boom sarà controllato da giganti del settore petrolifero e sarà possibile solo con un totale rispetto del trattato di pace firmato ad agosto dai due maggiori partiti del Paese, il Renamo di Momade e il Frelimo (Fronte di Liberazione del Mozambico) di Nyusi. Le elezioni del 15 ottobre, in cui sono state condensate le presidenziali, le legislative e le provinciali, avrebbero dovuto rappresentare una conferma dell’impegno preso a favore della pace ma il rischio che le opposizioni, continuando a contestare i risultati, mettano in pericolo questo fragile accordo è molto alto.  

Il 21 ottobre, il Renamo aveva dichiarato in una nota: “Ci sono stati arresti arbitrari di elettori che hanno cercato di lamentarsi perché i seggi elettorali erano pieni e non si poteva esercitare il diritto di voto”. “Abbiamo chiesto la cancellazione dei risultati e nuove elezioni sorvegliate da enti affidabili”, aveva aggiunto. Anche alcuni osservatori elettorali hanno notato diversi incidenti in varie parti del Paese, con persone che tentavano di entrare nei seggi elettorali con schede esterne firmate a favore del Frelimo. 

Il 18 ottobre, l’ambasciata degli Stati Uniti aveva espresso “significative preoccupazioni in merito a problemi e irregolarità manifestatesi sia durante il voto sia durante il conteggio che sollevano domande sull’integrità di queste procedure e sulla loro vulnerabilità a possibili atti fraudolenti”. La missione di osservazione elettorale dell’Unione Europea aveva affermato che “una competizione non equa è stata evidente durante tutta la campagna. Il partito al potere ha dominato il gioco in tutte le province e ha beneficiato dei vantaggi che poteva trarne”. Già dal 31 agosto, giorno del suo avvio ufficiale, la campagna elettorale è stata segnata da scontri, disordini e intimidazioni, culminati, il 7 ottobre, con l’uccisione di Anastacio Matavele, osservatore elettorale e direttore esecutivo del Forum delle ONG della provincia di Gaza.

Il Frelimo, tuttavia, afferma che le elezioni sono state libere ed eque. Per molti la vittoria di Nyusi era scontata, ma in pochi si aspettavano un margine così ampio rispetto al secondo candidato.

Il Mozambico, che ha ottenuto l’indipendenza dal Portogallo nel 1975, soffre ancora degli effetti di una guerra civile durata 15 anni, dal 1977 al 1992, in cui sono morte circa 1 milione di persone. Nel 1992, un primo accordo di pace aveva messo fine al conflitto, ma da allora la violenza si è diffusa nel Paese, portando sporadici contrasti. Il dialogo di pace tra le due forze era stato sospeso lo scorso anno, quando la Renamo aveva accusato il Frelimo di aver compromesso le scorse elezioni municipali. Già nel 2014, dopo le ultime elezioni presidenziali, Renamo e Frelino erano stati protagonisti di scontri violenti causati da una disputa sul verdetto delle elezioni. A rappresentare una minaccia per Maputo, oltre ai continui scontri tra i due maggiori partiti del Paese, vi è anche l’aumento degli attentati nel Nord, vicino il confine con la Tanzania, dove si trovano vasti giacimenti di gas, scoperti al largo di Palma nel 2011. Tali giacimenti potrebbero trasformare l’economia del Paese, che attualmente è una delle più povere del continente africano, ma lo sviluppo è minacciato dall’insorgenza dello Stato Islamico nella regione.

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Chiara Gentili

di Redazione

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