L’Uruguay verso il ballottaggio

Pubblicato il 28 ottobre 2019 alle 9:30 in America Latina Uruguay

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Sarà necessario un secondo turno, il prossimo 24 novembre, per decidere chi sarà il prossimo presidente dell’Uruguay. Daniel Martínez, del Frente Amplio, la coalizione di sinistra al potere da 15 anni, è arrivato in testa con il 38,6% dei voti, 2-3 punti in meno di quanto pronosticato dai sondaggi e quasi dieci punti in meno di quanto ottenuto cinque anni fa dal presidente uscente Tabaré Vázquez. Martínez affronterà al ballottaggio Luis Lacalle Pou, del Partido Nacional di centro-destra, che ha conquistato il 28,2%. Ernesto Talvi, del liberale Partido Colorado, è arrivato terzo con il 12,2%, quarto l’ex capo di stato maggiore Guido Manini-Ríos, alla guida della formazione di destra Cabildo Abierto, con il 10,7%. Tra gli altri sette candidati solo l’ambientalista radicale Cesar Vega e il populista Edgardo Novick hanno superato l’1% dei voti.

Seppur diviso, il centro-destra e la destra sono ampiamente maggioritari nel paese. Talvi, Manini-Ríos e Novick hanno già annunciato il loro sostegno a Lacalle Pou, che ha promesso un “governo multicolore” qualora vincesse le elezioni il prossimo 24 novembre. 

L’ambiente era di festa nei locali del Partido Nacional, che per la prima volta dal 1995 intravede il ritorno al potere. Lacalle Pou, figlio di Alberto Lacalle de Herrera che governò il paese dal 1990 al 1995, ha dichiarato dinanzi alla folla festante che “è iniziata l’alternanza”. Nonostante la vittoria, l’ambiente era molto meno gioioso nel comitato di Martínez, che nel suo discorso ha parlato di “rimonta possibile” in vista del secondo turno. I sondaggi ad oggi vedono Lacalle Pou in vantaggio di tre-cinque punti sul candidato del Frente Amplio.

I risultati della notte elettorale hanno avuto come prima conseguenza quella di compattare il centro-destra uruguayano a sostegno di Lacalle Pou. Se prima del voto i liberali di Talvi negavano qualunque possibilità di accordo che includesse la destra di Cabildo Abierto, a urne chiuse si mostrano possibilisti, in particolar modo dopo la diffusione dei risultati delle elezioni parlamentari.

Sia alla Camera sia al Senato a Montevideo ci sarà una maggioranza di destra. Il Frente Amplio ha conquistato 13 seggi al Senato sui 30 di cui è composta la camera alta, il Partido Nacional ne ha conquistati 10, il Partido Colorado 4 e Cabildo Abierto 3. Alla Camera Il Frente Amplio conquista 41 seggi su 99, 31 seggi vanno al Partido Nacional, 13 al Partido Colorado, 11 a Cabildo Abierto, uno pro capite al Partido de la Gente di Novick, al Partito Ecologista Radicale Intransigente di Vega e al Partito Indipendente.

Gli uruguaiani erano chiamati a votare anche su una proposta di riforma costituzionale che assegnasse maggiori poteri all’esercito e alle forze di sicurezza nella lotta al crimine. Sostenuta da alcuni settori del Partido Nacional e da Cabildo Abierto, oltre che da formazioni minori, la riforma ha ottenuto il consenso del 46,1% dei votanti. La Costituzione non sarà dunque modificata.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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