Libia, immigrazione: operazione di salvataggio per 53 migranti

Pubblicato il 28 ottobre 2019 alle 9:04 in Immigrazione Libia

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Sono 53 i migranti irregolari tratti in salvo a largo delle coste libiche, secondo quanto dichiarato lunedì 28 ottobre dalla Marina libica, legata al governo tripolino.

L’operazione di salvataggio è stata condotta nella giornata di domenica 27 ottobre. In particolare, i migranti, di provenienza africana, si trovavano a bordo di un gommone situato a circa 75 km a Nord-Ovest di Abu Kammash, nel Nord-Ovest della Libia, in prossimità col confine tunisino. Secondo una dichiarazione ufficiale rilasciata dall’Ufficio media e della cultura marittima, tra i migranti tratti in salvo vi erano altresì 14 donne. Nel comunicato è stato specificato che il salvataggio è giunto in seguito ad una richiesta di soccorso da parte della sala operativa della Guardia Costiera libica, e che è stata un’imbarcazione di una delle sue unità, dal nome Fezzan, ad essersi recata in missione di ricerca e salvataggio.

Dopo essere stati salvati, i migranti sono stati portati al porto di Tripoli, presso la postazione della Guardia Costiera, dove hanno ricevuto assistenza umanitaria e medica, e successivamente sono stati consegnati al Centro accoglienza di Janzour, gestito dall’ente per la lotta all’immigrazione irregolare.

Il salvataggio di domenica 27 ottobre fa seguito alla dichiarazione dell’organizzazione non governativa Sea Eye, secondo cui il giorno precedente, il 26 ottobre, altri 90 migranti irregolari sono stati tratti in salvo mentre si trovavano a bordo di un gommone. L’operazione è stata, però, accompagnata da un atto di aggressione da parte di un gruppo di milizie armate libiche che hanno circondato l’imbarcazione di migranti, la Alan Kurdi, minacciandoli, sparando altresì colpi in acqua e in aria. L’obiettivo era ostacolare il salvataggio dei migranti.

Secondo quanto riferito, l’equipaggio della Alan Kurdi è stato in grado di far salire i migranti caduti in mare o altri ancora a bordo del gommone sulla propria imbarcazione. Gli aggressori si sono, a quel punto, arresi, confiscando il gommone vuoto e ritirandosi. La Guardia Costiera e la Marina libiche sono state accusate di essere state coinvolte in quanto accaduto. Accuse, però, negate da entrambe le parti.

Una delle ultime operazioni di salvataggio della Guardia Costiera libica risale al 16 ottobre, quando sono stati tratti in salvo 80 migranti irregolari, a 40 miglia a Nord Est della città di Zawiya, situata nel Nord-Ovest della Libia. Precedentemente, il 1 ottobre, un’altra operazione ha interessato 102 migranti.

L’Ufficio informazioni e della cultura marittima della Marina libica ha annunciato che nei primi nove mesi del 2019 sono stati registrati 7036 migranti irregolari. Tale cifra, paragonata ai 12.365 migranti dello stesso periodo del 2018, segna un calo del 43,1%. Inoltre, è stato altresì riportato un calo nei migranti tratti in salvo e deceduti. Nello specifico, la Marina ha salvato con successo 6.835 migranti da gennaio a settembre 2019, rispetto ai 119.952 dell’anno scorso, con un calo del 42,8%. Inoltre, 11 corpi sono stati recuperati rispetto agli 88 del 2018, registrando una diminuzione dell’87,5%. Infine, il numero di persone scomparse nei primi nove mesi del 2019 ammonta a circa 190, rispetto ai 325 migranti dispersi nello stesso periodo dell’anno scorso, con un calo del 41,5%.

Il 13 settembre, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) ha pubblicato un report riguardante la Libia, in cui viene dichiarato che sono almeno 655.144 i migranti che sono stati censiti nel Paese nordafricano tra il 3 giugno ed il 4 agosto 2019, provenienti da 39 nazionalità diverse. Tra questi, l’8% è composto da minori, per il 33% non accompagnati. L’area geografica di origine principale è l’Africa sub-Sahariana, da cui parte il 62% dei migranti, provenienti soprattutto dal Niger, Paese di provenienza del 20% dei migranti. Gli altri maggiori punti di partenza sono Egitto, Chad, Sudan e Nigeria. Una volta arrivati in Libia, talvolta senza passare da nessun altro Paese, i migranti si stanziano prevalentemente nelle aree di Tripoli, Ejdabia e Murzuq.

Sebbene negli ultimi due anni il numero sia diminuito, secondo le stime dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), sono 859 i migranti morti nel Mar Mediterraneo dall’inizio del 2019, sino al 22 agosto. In particolare, la Libia rappresenta un canale di passaggio per coloro che, provenienti dal continente africano, desiderano raggiungere l’Europa. Tuttavia, i trafficanti di essere umani e diversi gruppi armati hanno sfruttato la situazione di caos per alimentare fenomeni di abusi e torture di migranti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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