Germania: parte il G6 dei ministri dell’Interno, Lamorgese rappresenta l’Italia

Pubblicato il 28 ottobre 2019 alle 20:15 in Europa Immigrazione Italia

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Il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, si trova a Monaco di Baviera per partecipare al Gruppo informale, noto come G6, dei ministri dell’Interno.

È quanto rivelato, lunedì 28 ottobre, dal Ministero dell’Interno italiano, il quale ha altresì rivelato che Lamorgese si confronterà con gli omologhi di Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Polonia nel corso della due giorni di lavori presieduta dalla Germania.

Ai lavori, ha reso noto la Commissione Europea, hanno preso parte anche il Commissario per la Migrazione, gli Affari Interni e la Cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, e il Commissario per la Sicurezza dell’Unione, Julian King. Il vertice, ha aggiunto la Commissione, sarà guidato dal ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, e toccherà tre temi principali. In primo luogo, i ministri discuteranno del fenomeno migratorio e delle politiche in materia di asilo. Il secondo tema che verrà affrontato è il contrasto all’estremismo di destra e al terrorismo, con un accento particolare sull’antisemitismo. Infine, i ministri di confronteranno su come contrastare il terrorismo online e sulla sicurezza delle reti 5G.

Stando a quanto riportato dal Viminale, l’edizione 2019 si è aperta, nel pomeriggio del 28 ottobre, con una sessione dedicata al tema migrazione e asilo.

Su questo tema, e in particolare sui flussi migratori in Europa e su come meglio gestirli a livello europeo, Lamorgese ha incontrato prima di partire per Monaco una delegazione della commissione Affari Interni e Territoriali del Parlamento tedesco.

Secondo quanto reso noto dal Viminale, a capo della delegazione vi era il presidente della commissione parlamentare, Andrea Lindholz, con il quale Lamorgese ha potuto effettuare uno “scambio di vedute sul tema della definizione di una politica comune di asilo”.

Anche lo scorso anno, il 9 ottobre, l’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aveva partecipato al G6 dei Ministri dell’Interno. All’incontro avevano partecipato, oltre a Salvini, il ministro spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, quello polacco Joachim Brudzinski, quello marocchino Abdelouafi Laftit, il commissario europeo alla Sicurezza, Julian King e quello per gli Interni e le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos. Mancavano, invece, il ministro tedesco, Horst Seehofer, e l’omologo francese, Gerard Collomb, che si era dimesso il 3 ottobre. L’edizione 2018 era stata guidata dalla Francia, rappresentata dal primo ministro francese, Eduarde Phillippe.

Nel corso dell’incontro, Salvini aveva dichiarato che, in materia di immigrazione, l’Italia stava inviando segnali di sicurezza, lotta al terrorismo e all’immigrazione clandestina, con l’auspicio di vedere adottate dagli altri Paesi europei le stesse politiche.

Tali dichiarazioni giungevano dopo che, nel mese di agosto, Salvini e il presidente francese, Emmauel Macron, avevano avuto momenti di tensione sul tema immigrazione. Se da un lato Salvini era promotore di una rigida politica migratoria, fin dalla propria elezione, il 14 maggio 2017, Macron aveva dichiarato che la Francia avrebbe accolto a braccia aperte i migranti, i quali, entro la fine dell’anno, sarebbero dovuti essere tolti dalla strada e sistemati in centri e sistemazioni migliori.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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