Trump annuncia la morte di al-Baghdadi: “è morto piangendo”

Pubblicato il 27 ottobre 2019 alle 18:31 in Siria USA e Canada

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Il leader dell’Isis fuggitivo, Abu Bakr al-Baghdadi, è morto “gemendo e piangendo” in un raid delle forze speciali americane nella Siria nord-occidentale, ha confermato il presidente, Donald Trump, con un annuncio dalla Casa Bianca, in quella che ha definito una colossale vittoria sul gruppo jihadista.

In un annuncio trasmesso in TV, Trump ha comunicato che al-Baghdadi si è ucciso durante il raid facendosi esplodere con un giubbotto carico di esplosivo dopo essersi ritrovato bloccato in un vicolo cieco mentre fuggiva in un tunnel inseguito dalle truppe americane. Il leader islamista è stato identificato anche dai test del DNA effettuati 15 minuti dopo il suo decesso, ha specificato Trump, aggiungendo che era un uomo “malato e depravato, e ora non c’è più”. Il leader della Casa Bianca ha altresì specificato che al-Baghdadi è morto “gemendo e urlando e piangendo”, e che facendosi saltare in aria ha ucciso anche tre dei suoi figli. Nell’operazione militare, inoltre, sono stati uccisi anche “molti” uomini di al-Baghdadi, mentre dal lato delle truppe statunitensi non vi è stata alcuna perdita. Trump ha poi spiegato che la cattura o l’uccisione del leader dell’Isis è stata la principale priorità della sua amministrazione in merito alla sicurezza internazionale, e ha ringraziato la Russia, la Turchia, la Siria e l’Iraq per il supporto e la coordinazione nelle operazioni.

Il presidente turco, Tayyip Erdogan, ha risposto dicendosi fiero di aver aiutato a “portare un noto terrorista alla giustizia”, e ha lodato gli sviluppi della vicenda, commentando che la morte di Baghdadi segna una svolta nella lotta congiunta al terrorismo. Inoltre, il capo di Stato turco ha aggiunto che Ankara continuerà a sostenere gli sforzi antiterrorismo come ha fatto in passato.

Anche il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si è congratulato con Trump per l’”ottimo risultato”. La Russia, invece, non ha commentato la notizia, e il Ministero della Difesa di Mosca ha solo comunicato di non avere informazioni affidabili sul raid americano. 

Il ministro degli Esteri del Bahrein, Khalid bin Ahmed Al Khalifa, ha scritto su Twitter che la morte di al-Baghdadi rappresenta un “colpo fatale” per il gruppo islamista.

Quanto all’Iran, il portavoce governativo Ali Rabiei ha ammonito via Twitter che la morte del leader jihadista non rappresenta la fine del gruppo e della sua ideologia, la quale è stata creata e ha fiorito grazie all’aiuto dei “petrodollari regionali”, in un chiaro riferimento al rivale di Teheran in Medio Oriente, l’Arabia Saudita.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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