Russia-Africa: nuovi accordi con Nigeria e Ruanda

Pubblicato il 26 ottobre 2019 alle 6:25 in Nigeria Ruanda Russia

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La Russia continua ad espandere la sua influenza sull’Africa con la firma di 2 nuovi accordi di tipo scientifico-militare, uno con la Nigeria, l’altro con il Ruanda. Con il governo di Abuja, il presidente russo Vladimir Putin ha siglato un patto per la fornitura di 12 elicotteri d’attacco Mi-35. È quanto ha riferito un alto ufficiale del servizio di cooperazione tecnico-militare all’agenzia di stampa RIA. La firma del contratto è stata annunciata a margine del summit Russia-Africa organizzato da Putin nella città di Sochi e tenutosi tra il 23 e il 24 ottobre. L’evento ha riunito la maggior parte dei leader dei 54 Paesi del continente africano ed è stato co-presieduto dal presidente russo Putin e dall’omologo egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Nigeria e Russia hanno anche rilasciato una dichiarazione congiunta durante il vertice di Sochi dicendo che ci sarà un accordo su una joint venture tra la Nigerian National Petroleum Corporation (NNPC) e la compagnia petrolifera russa Lukoil focalizzato sul settore della raffinazione nel Paese dell’Africa occidentale.

La compagnia statale di energia nucleare russa, Rosatom, ha poi dichiarato di aver firmato un accordo con il Ruanda per la costruzione di un centro di scienza e tecnologia nucleare. La struttura avrà anche un reattore di ricerca nucleare ad acqua raffreddata con una capacità massima di 10 Megawatt, ha specificato l’azienda. L’accordo, spera Rosatom, permetterà in futuro di fornire al Paese africano piccoli reattori modulari per la produzione di energia. La compagnia statale russa è la più grande società mondiale nel campo dell’energia nucleare per numero di ordini esteri. Possiede un totale di 36 blocchi nucleari su ordinazione e i Paesi destinatari comprendono il Bangladesh, la Bielorussia, la Cina, l’Egitto, la Finlandia, l’Ungheria, l’India e la Turchia. In una dichiarazione separata, Rosatom ha altresì dichiarato di aver concordato con l’Etiopia una futura collaborazione sullo sviluppo di infrastrutture nucleari.

La Russia e gli Stati africani presenti al vertice hanno deciso, tra i vari e numerosi punti in agenda, di rafforzare la cooperazione reciproca nel campo della sicurezza energetica. È stato concordato di “contribuire allo sviluppo della cooperazione in materia di sicurezza energetica, compresa la diversificazione delle risorse energetiche, l’uso di fonti di energia rinnovabili e l’attuazione di progetti congiunti nel settore dell’energia nucleare civile”, si legge nella dichiarazione, che stabilisce anche che la Russia e i Paesi africani continuino a cooperare nel settore petrolifero e del gas.

Mercoledì 23 ottobre, la Russia ha inviato 2 bombardieri con capacità nucleari in Sudafrica, nell’ambito di una missione di addestramento. I due bombardieri strategici Tupolev Tu-160 sono atterrati nella base aerea di Waterkloof, a Tshwane. Parlando davanti ai capi di Stato africani, convenuti a Sochi per partecipare all’incontro, Putin ha affermato che intende raddoppiare il commercio con i Paesi del continente entro i prossimi 4 o 5 anni. Il presidente ha poi sottolineato che Mosca ha cancellato debiti africani per un valore di oltre 20 miliardi di dollari.

Il primo vertice Russia-Africa fa parte di un programma secondo il quale il Cremlino mira a ripristinare la sua influenza sul continente, svanita dopo il crollo dell’Unione Sovietica del 1991. “Molte società russe hanno collaborato a lungo e con successo con partner dei più diversi settori dell’economia africana e hanno in programma di espandere la loro influenza in Africa. Ovviamente noi forniremo il nostro supporto a livello statale “, ha affermato Putin. La posta in palio è aggiudicarsi una crescita degli affari con un continente che possiede 54 Stati membri delle Nazioni Unite, una vasta ricchezza di minerali e mercati potenzialmente redditizi per le armi di fabbricazione russa.

Tuttavia, sebbene stia avendo un notevole successo nella vendita di armi ai Paesi africani, Mosca è ancora molto indietro rispetto ad altri competitor internazionali in termini commerciali. La Russia afferma che il suo commercio con i Paesi africani è salito a 20 miliardi di dollari nel 2018, ma, ciononostante, lo Stato di Putin non figura tra i primi 5 maggiori partner commerciali del continente. Questi sarebbero, in ordine, l’Unione europea, la Cina, l’India, gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti.

I funzionari statunitensi hanno già promesso di voler contrastare quella che vedono come una pericolosa influenza politica ed economica di Mosca negli affari africani, al pari di quella già esercitata dalla Cina, che da tempo possiede una forte presenza nel continente e organizza vertici bilaterali fin dal 2006. A dicembre, l’allora consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, aveva accusato Mosca di pratiche commerciali “corrotte” e “predatorie” e della vendita di armi ed energia in cambio di voti alle Nazioni Unite. Mosca, tuttavia, nega le assunzioni di Washington.

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Chiara Gentili

di Redazione

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