Libano: esercito apre il fuoco vicino Tripoli, civili feriti

Pubblicato il 26 ottobre 2019 alle 19:10 in Libano Medio Oriente

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L’esercito del Libano ha reso noto di aver aperto il fuoco in aria in seguito a uno scontro degenerato da una protesta civile vicino alla città libanese settentrionale di Tripoli, sabato 26 ottobre, ferendo numerose persone.

L’esercito ha spiegato con un comunicato di essere intervenuto per sedare uno scontro violento tra manifestanti e persone che tentavano di guidare con le proprie auto sulle strade bloccate dalla protesta. I manifestanti, secondo il dispaccio delle forze libanesi, hanno lanciato pietre e petardi contro i soldati, ferendone 5. Dopo aver usato lacrimogeni, l’esercito ha sparato in aria, usando anche proiettili di gomma, e ferendo numerose persone. Un testimone ha affermato che i soldati hanno sparato in aria dopo aver tentato di riaprire una strada poco fuori la città di Tripoli, vicino al campo Beddawi per rifugiati palestinesi, in quanto i cittadini in protesta la tenevano bloccata con barricate.

I manifestanti si sono riversati nelle strade fin dal mattino di sabato, nonostante gli sforzi dell’esercito di sgomberare le strade. Filmati dell’agenzia di stampa Reuters mostrano soldati e giovani uomini che si scagliano pietre a vicenda vicino la città di Tripoli. La Croce Rossa libanese ha reso noto che 7 persone sono state soccorse dal luogo degli scontri e trasportate in ospedale. 

L’agenzia di stampa statale NNA ha divulgato la notizia che molti cittadini sono rimasti feriti nel corso della giornata, alcuni gravemente. Le truppe libanesi hanno chiamato rinforzi per sedare la situazione. Il primo ministro del Paese, Saad al-Hariri, ha avvertito di aver chiesto al comandante dell’esercito di aprire un’indagine sull’incidente.

La causa diretta che ha portato migliaia di cittadini libanesi a scendere in piazza, sin da giovedì 17 ottobre, scontrandosi con le forze di polizia, è un piano governativo che prevede l’imposizione di una nuova tassa, dal valore di circa 20 centesimi di dollari USA, a partire dal 2020. Questa riguarda l’applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp e, nello specifico, la prima chiamata effettuata dagli utenti di uno dei mezzi di comunicazione divenuti essenziali per il Medio Oriente e altre aree del mondo. Sebbene alcuni abbiano definito l’ondata di proteste “La rivoluzione di WhatsApp”, si tratta di un punto di svolta dopo mesi di malcontento popolare, causato dall’incapacità del governo di far fronte al debito pubblico e risolvere le problematiche nate a livello economico.

L’economia libanese si è indebolita a causa di un enorme debito e di una crisi finanziaria che deriva da un rallentamento dell’afflusso di capitale. La situazione economica risente ancora dei danni della guerra civile tra il 1975 ed il 1990, e attualmente il rapporto di debito pubblico, in relazione alla produzione, ammonta a 76 miliardi di dollari, ovvero oltre il 150% del prodotto interno lordo del Paese. Inoltre, il tasso di disoccupazione per i minori di 35 anni è giunto al 37%.

Il clima di mobilitazione popolare ha avuto inizio ancor prima del 17 ottobre, a causa di alcune dinamiche economiche che hanno visto uno sciopero dei benzinai, l’11 ottobre, e un altro dei forni, il 14 ottobre.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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