Yemen: raggiunto un accordo con le fazioni secessioniste

Pubblicato il 25 ottobre 2019 alle 8:51 in Medio Oriente Yemen

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Fonti saudite hanno rivelato, all’alba di venerdì 25 ottobre, che il governo centrale yemenita ha raggiunto un accordo con le forze secessioniste del Sud rappresentate dal Consiglio di transizione meridionale.

Questo verrà firmato nel futuro prossimo a Riad, visto il ruolo di supervisore dell’Arabia Saudita, e sarà accompagnato dalla formazione di un comitato misto volto a seguire l’attuazione di quanto stabilito. Secondo quanto affermato dalla fonte, l’accordo prevede la costituzione di un governo “di competenze politiche”, composto da 24 ministri provenienti da governatorati sia del Sud sia del Nord dello Yemen, nominati dal presidente yemenita, Rabbu Mansour Hadi.

L’obiettivo principale dell’accordo è unificare le diverse componenti yemenite e rendere le istituzioni statali più efficienti, in modo da soddisfare i bisogni dell’intera popolazione. Tra i diversi punti, il patto raggiunto prevede una migliore gestione delle risorse statali, un focus sulla lotta alla corruzione, la trasparenza degli scambi monetari, e la ricostituzione del Consiglio economico supremo, con personalità dotate di competenza, esperienza e integrità. Non da ultimo, verranno altresì riorganizzate le forze militari e di sicurezza nei governatorati meridionali, con il fine di garantire sicurezza e stabilità, preservare le istituzioni statali e salvaguardare il popolo yemenita. Anche gli sforzi per contrastare il terrorismo verranno intensificati. Non da ultimo, il primo ministro e l’intero governo faranno ritorno a Aden, così come le forze militari e l’apparato di sicurezza si dispiegheranno nuovamente nelle province meridionali.

È stato altresì evidenziato che l’Arabia Saudita ha fornito sostegno politico, militare e in materia di sviluppo e soccorso al popolo yemenita, in tutte le province del Paese, e si è impegnata per ripristinare lo Stato e porre fine alle ingerenze dell’Iran, oltre che per contrastare la minaccia terroristica. Il Regno, da parte sua, ha mostrato il proprio apprezzamento per l’accordo raggiunto, nell’interesse dello Yemen, in un clima caratterizzato da dialogo e unità.

L’accordo annunciato il 25 ottobre fa seguito ad una situazione di tensione che ha caratterizzato lo Yemen nel mese di agosto scorso. In particolare, dal 7 agosto violenti scontri hanno avuto inizio nella città di Aden, capitale provvisoria e sede governativa, per poi propagarsi verso altri distretti e città meridionali. Da un lato, vi erano le guardie presidenziali. Dall’altro, le forze secessioniste, rappresentate dal Consiglio di transizione meridionale. Queste erano poi alleate con le forze della cintura di sicurezza, sostenute dagli Emirati Arabi Uniti. In tale quadro, il 28 agosto, Abu Dhabi, ha condotto diversi attacchi aerei, causando la morte ed il ferimento di circa 300 persone, tra militari e civili.

I separatisti e le forze del governo riconosciuto a livello internazionale si sono sempre detti uniti di fronte ai gruppi di ribelli sciiti Houthi, protagonisti del perdurante conflitto in Yemen, scoppiato il 19 marzo 2015. Tuttavia, le due parti non concordavano su alcune politiche riguardanti il futuro del Paese ed i secessionisti desideravano separarsi dal resto del Paese. Il motivo scatenante degli scontri era stata l’accusa, da parte delle forze secessioniste, secondo cui il partito Al-Islah, un ramo dei Fratelli Musulmani e presunto alleato del presidente Hadi, sarebbe stato complice dell’attacco missilistico del 1° agosto contro una parata militare, in cui un comandante delle forze della cintura di sicurezza, Munir al-Yafei, ha perso la vita.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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