Spagna: I resti di Franco trasferiti dal Valle de los Caídos

Pubblicato il 25 ottobre 2019 alle 6:30 in Europa Spagna

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Quarantaquattro anni dopo essere stato sepolto con tutti gli onori in un monumento da lui stesso ideato e voluto, il generalissimo Francisco Franco è stato riesumato e sepolto discretamente nel cimitero del palazzo del Pardo, da dove ha governato la Spagna per quasi quarant’anni e dove è sepolta la moglie Carmen Polo. 

El Valle de los Caídos, (Valle dei Caduti) cessa così di essere ciò che il dittatore voleva che fosse: un monumento a se stesso che immortala la sua vittoria nella guerra civile. Con lo scopo di “sfidare il tempo e l’oblio”, Franco aveva sollevato un’enorme croce di 150 metri e un mausoleo che ospita più di 33.800 corpi, di caduti sia franchisti che repubblicani, alcuni estratti da fosse comuni, talvolta all’insaputa delle loro famiglie.

L’esumazione è iniziata alle 10.30 di giovedì 24 ottobre a Cuelgamuros, il luogo che il dittatore scelse nel 1940 per erigere il suo mausoleo. Oltre venti parenti del generalissimo Franco (nipoti, coniugi e pronipoti) si sono recati nella basilica, anche se solo due sono stati in grado di assistere alla rimozione della bara, all’interno di una tenda in cui erano presenti il Ministro della Giustizia, Dolores Delgado, nel suo ruolo ufficiale di Notaio del Regno, il segretario generale della presidenza, Félix Bolaños, il vice segretario della vice presidenza, Antonio Hidalgo, gli operatori delle pompe funebri e un medico legale.

Il governo socialista ha mantenuto così la sua promessa-faro a due settimane dalla ripetizione del voto del 10 novembre. La “discrezione” voluta dall’esecutivo, invece, si è limitata all’esumazione e al nuovo seppellimento al Pardo. La bara di Franco, portata a spalla fuori dalla Basilica da nipoti e pronipoti, avvolta da una bandiera, ha trovato ad attenderla decine di curiosi e oltre 500 giornalisti accreditati, provenienti da tutto il mondo. 

La destra radicale di Vox ha protestato contro la riesumazione dei resti di Franco, accusando il governo di essere “sacrilego”. 

L’esecutivo ha consentito ai familiari di utilizzare “la bandiera che vogliono” nel ri-seppellimento al Pardo, un atto privato. Al contrario, l’esumazione, era priva di ogni simbolismo, prova di forza di una democrazia consolidata in cui i tre poteri, esecutivo, legislativo e giudiziario, hanno operato di concerto. Con l’impulso di una legge approvata al Congresso senza voti contrari, forte di una sentenza della Corte Suprema votata all’unanimità e nel quadro della decisione finale del governo, la Spagna rimuove l’uomo che per quarant’anni la ha governata con pugno di ferro dal posto d’onore che si era costruito per trasferirlo in una tomba che sarà a carico dell’erario pubblico, ma molto più discreta.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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