Siria: Germania propone safe zone alla NATO

Pubblicato il 25 ottobre 2019 alle 6:36 in Germania NATO Siria

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Il ministro della Difesa tedesco, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha presentato alla NATO, in riunione il 24 e 25 ottobre, la propria proposta per l’istituzione di una safe zone nel Nord della Siria.

Nello specifico, Kramp-Karrenbauer ha rivelato agli Alleati che tale piano consiste nell’istituzione di una zona di sicurezza, sottoposta a controllo internazionale, nella quale siano presenti Russia e Turchia. Mosca, attualmente potenza prevalente in Siria, ha spiegato il ministro, è necessaria se si intende proteggere i civili dispersi e assicurare il proseguimento del contrasto allo Stato Islamico.

Tuttavia, ha sottolineato il ministro tedesco, “lo status quo non è una soluzione soddisfacente” e il compito di sorvegliare il confine turco-siriano non può essere affidato soltanto alla Russia e alla Turchia.

La proposta, secondo quanto rivelato da Reuters, ha ricevuto il sostegno della Turchia e degli Stati Uniti, ma anche un monito in merito alla necessità di includere le Nazioni Unite.

Nello specifico, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato di aver “discusso la proposta con il ministro della difesa Kramp-Karrenbayer” e di ritenere “positivo che gli Alleati, in questo caso la Germania, abbiano proposte e idee su come andare avanti e come creare le condizioni per una soluzione politica duratura”.

Tuttavia, ha specificato Stoltenberg, “non vi è stata alcuna richiesta di una missione NATO nel Nord-Est della Siria”. Al contrario, la proposta della Germania va interpretata “nell’ottica di una risposta da parte delle Nazioni Unite”. In virtù di ciò, ha dichiarato il Segretario Generale dell’Alleanza Atlantica, “è necessario un passaggio interno all’ONU”.

Discutere il piano tedesco in occasione del summit della NATO, ha reso noto Reuters, è stato un modo per calmare un’alleanza che era stata fortemente scossa dalla decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di lasciare il territorio siriano, e dalla conseguente operazione “Fonte di Pace” lanciata dalla Turchia lo scorso 9 ottobre. Tale operazione era stata avviata, secondo il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, per porre fine ad un “corridoio terroristico” e contrastare le milizie curde presenti in Siria. Queste, a detta di Ankara, rappresentano una minaccia per l’integrità territoriale siriana. Secondo funzionari turchi, il fine è anche creare una zona sicura che si estende dal fiume Eufrate a Ovest, fino alle città di Jarabulus e al-Malikiyah, nell’estremo Nord della Siria, con una lunghezza pari a circa 450 chilometri.

L’Europa, però, ricostruisce Reuters, non ha ben accolto l’offensiva turca contro le forze curde, le quali hanno combattuto al fianco degli Stati Uniti contro lo Stato Islamico. Per tale ragione, i governi dell’UE hanno congelato le vendite di armi alla Turchia come segno di contestazione.

Il ministro tedesco, tuttavia, per cercare il sostegno degli alleati, ha dichiarato di essere stata rassicurata da Ankara in merito al fatto che l’operazione turca non comporterà un reinsediamento popolare di massa o una pulizia etnica.

Il 22 ottobre, inoltre, Turchia e Russia hanno raggiunto un’intesa, nota come Accordo di Sochi, la quale consente di respingere le forze curde dalla “safe zone” al confine tra Siria e Turchia, per una distanza pari a circa 30 km. L’Accordo di Sochi, però, ha commentato il ministro tedesco, “non ha portato la pace e non è una base solida per una soluzione politica attiva nel lungo periodo”. Quello che serve, ha annunciato Kramp-Karrenbayer, è “una soluzione che comprenda la comunità internazionale”. In tale ottica, il piano della Germania fornisce una risposta a tale necessità.

Il piano era già stato anticipato lo scorso 22 ottobre dallo stesso ministro, la quale aveva anche precisato che “l’eventuale partecipazione delle Forze armate tedesche dovrebbe prima passare dal voto in Parlamento”. A tale riguardo, Kramp-Karrenbayer aveva dichiarato che in realtà il piano tedesco è stato concordato con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ed era stato già presentato alle forze politiche alleate prima ancora di discuterlo in sede NATO.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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