Repubblica Ceca: Zeman contro il capo dei servizi, Praga si avvicina a Huawei

Pubblicato il 25 ottobre 2019 alle 20:09 in Cina Repubblica Ceca Russia

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Il presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman, ha anticipato che si opporrà alla promozione alla carica di generale del capo dell’agenzia nazionale di controspionaggio (BIS), Michal Koudelka.

È quanto rivelato, mercoledì 25 ottobre, dall’agenzia stampa nazionale Radio Prague, la quale ha altresì reso noto che già la scorsa primavera, Zeman aveva obiettato le accuse presentate dalla BIS in merito all’azione di disinformazione e spionaggio economico condotto da Russia e Cina nel Paese.

In riferimento a ciò, nel corso della sua ricorrente intervista settimanale con l’emittente televisiva Barrandov, Zeman ha dichiarato che il direttore della BIS farebbe meglio a “concentrarsi sul vero crimine economico” presente in Repubblica Ceca, anziché impegnarsi in una “ricerca fittizia di spie russe e cinesi”.

In risposta, però, il capo del controspionaggio ceco ha ricordato al presidente Zeman di aver condotto un’operazione che ha portato Praga a smantellare una rete di spie creata dall’Ambasciata russa della capitale ceca.

Le possibili infiltrazioni di Russia e Cina sono un tema ricorrente nella politica della Repubblica Ceca. Lo scorso 8 maggio, il presidente ceco Miloš Zeman, in un’intervista all’agenzia di stampa russa RIA Novosti, aveva tenuto a sottolineare di non essere un agente della Russia o della Cina, in risposta alle accuse avanzate dai leader delle formazioni politiche dell’opposizione.

Il 26 settembre, inoltre, la National Cyber and Information Security Agency (NUKIB), organo centrale dell’Amministrazione ceca dedito alla cybesecurity e alla protezione di informazioni classificate nel settore dei sistemi informativi e della comunicazione, aveva dichiarato di aver scoperto che vi era stata la Cina alla regia dell’attacco cibernetico del 2018 contro una delle principali istituzioni governative della Repubblica Ceca.

Già nel 2017, la NUKIB aveva allertato le istituzioni ceche in merito all’incremento delle attività di spionaggio da parte dei diplomatici russi e cinesi attivi in Repubblica Ceca. Anche questo, però, aveva attirato le critiche del presidente ceco, Milos Zeman, promotore di apertura politica verso Mosca e Pechino, il quale aveva raccomandato all’agenzia di focalizzarsi sull’individuazione di jihadisti nel Paese.

Nello specifico, il 17 dicembre 2018, la NUKIB aveva pubblicato un avviso ufficiale in merito all’uso di programmi o apparecchiature di due aziende cinesi, Huawei e ZTE, e delle loro collegate, a causa delle minacce poste in materia di cybersecurity.

Nel fornire le proprie motivazioni, la NUKIB aveva dichiarato che “la struttura legale e politica della Repubblica popolare cinese all’interno delle quali sono principalmente operative le aziende in questione, le quali sono obbligate a rispettare le leggi della Cina, richiedono alle aziende private di collaborare nel raggiungimento degli interessi della Cina, inclusa la partecipazione ad attività di intelligence”. Le aziende “non si trattengono dal collaborare con lo Stato e in tale contesto gli sforzi tesi alla protezione degli interessi dei consumatori ai danni del governo cinese sono significativamente minati”.

In tale contesto, aveva allertato la NUKIB, “la Cina promuove attivamente i propri interessi nel territorio della Repubblica Ceca, anche conducendo attività di spionaggio e interferenza”.

Nonostante l’allerta lanciata dalla NUKIB, Reuters riporta di aver ricevuto informazioni da fonti vicine al ministro dell’Industria e del Commercio ceco, Karel Havlíček, in merito all’intenzione di Praga di emulare quanto fatto dalla Germania e da altri Paesi in materia di 5G, ovvero di non escludere Huawei dalla gara di appalto in merito alla fornitura del 5G nel Paese.

In un’intervista rilasciata al giornale Pravo, e ripresa da reuters, Havlicek ha dichiarato che “la tecnologia alla base della rete 5G ha un carattere globale” e che per tale motivo era impossibile “immaginare di adottare per Huawei parametri diversi sa quelli di qualsiasi altra azienda dell Repubblica Ceca, della Germania o della Polonia”.

Secondo quanto rivelato, il bando di gara per la fornitura di 5G verrà lanciato verso gli inizi del 2020. Tuttavia, ha reso noto il ministro, Huawei non pone minacce in tale ambito, motivo per il quale è poco probabile che venga esclusa dal bando.

La Huawei Technologies Co Ltd è il colosso cinese delle telecomunicazioni, ripetutamente accusata dagli Stati Uniti di spiare i propri utenti per conto del governo cinese, oltre che di aver violato le sanzioni contro l’Iran e di aver rubato la proprietà intellettuale degli Stati Uniti.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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