OSCE: conferenza sul Mediterraneo, Sereni rivela la posizione dell’Italia

Pubblicato il 25 ottobre 2019 alle 18:09 in Albania Europa Italia

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Il viceministro degli Affari Esteri italiano, Marina Sereni, ha partecipato, a Tirana, alla conferenza mediterranea annuale dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE).

A renderlo noto è il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, il quale ha altresì rivelato che Sereni, in qualità di membro della troika di presidenza dell’OSCE, formata da Italia, Slovacchia e Albania, ha avuto modo di prendere in considerazione le sfide e le opportunità che il Mediterraneo presenta.

Nello specifico, ha dichiarato Sereni, “la regione incarna alcuni dei problemi più urgenti dei nostri giorni, come la stabilità politica, i flussi migratori, il terrorismo, il traffico illecito”. In tale contesto, ha dichiarato il viceministro, tutti gli Stati sono chiamati a impegnarsi “in una partnership rinnovata e più profonda e in una visione a lungo termine”.

Da parte sua, ha sottolineato il viceministro, “l’Italia ha tradizionalmente respinto la visione ristretta del Mediterraneo come fonte di sfide. Per noi, incarna piuttosto una piattaforma unica di opportunità come energia, protezione dell’ambiente, commercio, turismo, gioventù e dialogo religioso”.

In apertura della conferenza dell’OSCE, la quale si è tenuta il 24 ottobre, il ministro degli Esteri albanese, Gent Cakaj, ha dichiarato che la cooperazione dell’Albania “con la regione mediterranea non è più una questione di scelta, ma una necessità oggettiva”.

Il vertice dell’OSCE è stato dedicato agli obiettivi raggiunti dall’Organizzazione, dalle sfide e dalle future opportunità, con un focus particolare sul contrasto al terrorismo, all’estremismo violento e alla radicalizzazione.

A tale riguardo, Cakaj ha dichiarato che “la sicurezza nell’Europa nel suo complesso è inestricabilmente collegata alla sicurezza della regione mediterranea” e “l’importanza di questa relazione è ancora più evidente nei settori del commercio, dell’energia, dell’immigrazione e della lotta al terrorismo”.

Il giorno precedente del vertice OSCE, Sereni era giunta in Albania per incontrare il viceministro albanese per l’Europa e gli Affari Esteri, Etjen Xhafaj. Durante l’incontro, Sereni aveva avuto modo di soffermarsi in merito alla mancata apertura dei negoziati per l’ingresso in UE dell’Albania, decisione definita dal viceministro “errore storico”. Su questo punto, aveva annunciato il viceministro agli Esteri di Roma, l’Italia continuerà “ad assicurare il nostro sostegno all’allargamento dell’UE ai Balcani occidentali, e in particolar modo al percorso di integrazione europea dell’Albania.” Nel frattempo, però, auspicando una continuazione dello sforzo riformista portato avanti dall’Albania, Sereni aveva sottolineato alla controparte albanese l’importanza di ristabilire il dialogo tra le parti politiche del Paese, al fine di superare lo stallo politico interno in cui si trova Tirana.

Al termine della conferenza del 24 ottobre, invece, Sereni, rende noto il Ministero, “ha avuto incontri bilaterali con il Vice Ministro degli Esteri della Georgia, Lasha Darsalia e con il Segretario Generale del Ministero degli Esteri algerino, Amb. Rachid Bladhane”.

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) è l’organizzazione di sicurezza regionale europea fondata il 3 luglio del 1973 e composta da 57 membri di 3 continenti. L’Organizzazione è stata istituita con l’obiettivo di monitorare la proliferazione e il traffico delle armi e la promozione dei diritti umani.

L’Albania sarà alla guida dell’OSCE per il 2020 e nell’arco della sua presidenza, ha dichiarato Cakaj, “mira a mantenere il Mediterraneo all’apice dell’agenda politica dell’OSCE e a rafforzare la cooperazione strategica con l’Algeria, l’Egitto, Israele, la Giordania, il Marocco e la Tunisia.

Tali Paesi fanno parte della OSCE Mediterranean Partnership for Cooperation, finalizzata allo scambio di esperienze con i Paesi del Mediterraneo in diversi settori, tra cui il fenomeno migratorio, la sicurezza, le misure di confidence-building e l’impegno economico.

I 6 Paesi partecipano in qualità di osservatori ai vertici ministeriali dell’OSCE, ai margini dei quali incontrano la Troika e il Segretario Generale.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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