L’UE chiede un secondo turno di elezioni presidenziali in Bolivia

Pubblicato il 25 ottobre 2019 alle 6:20 in Bolivia Europa

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L’UE ha invitato le autorità boliviane a tenere un secondo turno di elezioni presidenziali per ritrovare la fiducia nel processo elettorale.

La Missione di Osservazione Elettorale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) in Bolivia ha dichiarato che, a seguito delle proteste scatenate nel Paese all’indomani delle elezioni, convocare un secondo turno è la migliore opzione, indipendentemente dal risultato del conteggio ufficiale.

“L’UE condivide pienamente la valutazione dell’OSA, secondo la quale le autorità boliviane dovrebbero rivedere il processo di conteggio dei voti e l’opzione migliore sarebbe quella di convocare un secondo turno, che ripristinerebbe la fiducia e garantirebbe il pieno rispetto delle elezioni democratiche per il popolo boliviano”, ha dichiarato la portavoce del Servizio Europeo d’Azione Esterna, Maja Kocijancic.

Il ministro degli Esteri boliviano Diego Pary ha affermato che le accuse di presunte frodi nelle elezioni generali in Bolivia non sono supportate da alcuna prova e ha invitato la presidente del Consiglio permanente dell’OSA, Rita Claverie Díaz de Sciolli, a visitare il Paese sudamericano con una squadra tecnica per verificare il computo ufficiale delle elezioni presidenziali.

Lo scrutinio ufficiale del Supreme Electoral Tribunal, con il 99,51% delle schede scrutinate, attribuiva al presidente Evo Morales il 47,03% dei voti, rispetto al 36,55% per il candidato dell’opposizione Carlos Mesa. Una differenza dunque di ben 10,48 punti percentuali tra i due, il che assicura a Morales la vittoria al primo turno.

Mesa, da parte sua, ha fomentato l’idea di una presunta frode chiedendo la celebrazione di un secondo turno.

La Costituzione boliviana prevede che, in caso di mancato raggiungimento della maggioranza assoluta, il primo candidato presidenziale deve ottenere almeno il 40% dei voti validi, con una differenza minima di dieci punti rispetto al suo principale rivale, per essere dichiarato vincitore delle elezioni.

Mesa, presidente della Bolivia tra il 2003 e il 2005 , ha ignorato in anticipo l’eventuale rielezione di Morales e ha lanciato lo scorso lunedì una campagna di “resistenza democratica” contro il conteggio ufficiale.

Morales, da parte sua, ha proclamato mercoledì la sua vittoria, denunciando allo stesso tempo che le mobilitazioni contro il computo sarebbero state parte di “un colpo di Stato della destra”.

Il regolare svolgimento dello scrutinio, in cui Morales risultava sempre in testa negli ultimi due giorni, è stato ostacolato martedì sera dalla distruzione di due uffici elettorali regionali durante le proteste dell’opposizione.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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