Trump: il cessate il fuoco in Siria è definitivo, via le sanzioni contro la Turchia

Pubblicato il 24 ottobre 2019 alle 9:10 in Siria Turchia USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la revoca delle sanzioni contro la Turchia, a seguito della fine dell’operazione “Fonte di pace” contro i curdi, nel Nord-Est della Siria. 

Tale decisione arriva a seguito dell’annuncio di Ankara sulla fine delle operazioni di combattimento nella Siria Nord orientale, dove aveva lanciato un’offensiva contro i militanti curdi. Il cessate il fuoco nella regione è ora permanente, secondo la Turchia. Tale annuncio ha portato gli Stati Uniti a revocare le recenti sanzioni contro le importazioni turche. “Le sanzioni saranno revocate a meno che non accada qualcosa di cui non siamo contenti”, ha dichiarato Trump, la sera del 23 ottobre, in un discorso alla Casa Bianca. Tuttavia, nella stessa occasione, il presidente USA ha rivelato di prendere scetticamente il significato di “permanente” in “quella parte del mondo” . 

A seguito del lancio dell’operazione da parte della Turchia, avvenuto il 9 ottobre, Trump aveva anche interrotto i negoziati su un accordo commerciale da 100 miliardi di dollari con la Turchia. Questa era una misura aggiuntiva rispetto all’aumento del 50% delle tariffe sull’acciaio e alle sanzioni contro 3 alti funzionari turchi e i ministeri turchi della Difesa e dell’Energia. Il Ministero della Difesa turco ha reso noto di aver sospeso l’operazione in Siria il 23 ottobre, perché non vi era più bisogno di nuove azioni militari a seguito dell’accordo raggiunto con la Russia e gli Stati Uniti, ed il conseguente ritiro delle unità curde.

L’annuncio della Turchia giunge dopo che il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ed il suo omologo russo, Vladimir Putin avevano raggiunto un’intesa sulla questione a Sochi, nel Sud della Russia, il 22 ottobre. In particolare, le due parti hanno concordato nel respingere le forze curde dalla “safe zone” al confine tra Siria e Turchia, per una distanza pari a circa 30 km. Tra i diversi punti concordati, vi è poi l’istituzione di un centro operativo congiunto. Le unità della polizia militare russa congiuntamente alle forze di sicurezza siriane hanno attraversato il confine tra Siria e Turchia per consentire l’indietreggiamento delle Unità di Protezione del Popolo Curdo (YPG) e la rimozione del loro arsenale per una distanza di 30 km. 

Putin ed Erdogan hanno poi evidenziato il proprio impegno nel salvaguardare l’unità politica e l’integrità territoriale della Siria, accanto alla sicurezza nazionale della Turchia. Le parti si sono dette determinate a contrastare il terrorismo in ogni sua forma, così come qualsiasi programma di matrice secessionista. L’operazione in Turchia, secondo Erdogan, era necessaria per salvaguardare la sicurezza turca contro i militanti curdi. Le Syrian Democratic Forces (SDF), guidate dalle Unità di Protezione del Popolo Curdo (YPG), sono state il principale alleato degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria. Tuttavia, negli ultimi anni, erano riuscite ad ampliare il proprio controllo nelle zone settentrionali ed orientali della Siria, fino ad occupare una vasta area che si estende per 480 km dal fiume Eufrate al confine con l’Iraq. La Turchia descrive le forze curde una “organizzazione terroristica” a causa di legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Quest’ultimo, da decenni, ha condotto una campagna armata per raggiungere l’autonomia in Turchia ed è considerato un’organizzazione illegale da Ankara.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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