Russia: 2 bombardieri strategici consegnati al Sudafrica

Pubblicato il 24 ottobre 2019 alle 19:16 in Russia Sudafrica

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La Russia ha inviato 2 bombardieri con capacità nucleari in Sudafrica, nell’ambito di una missione di addestramento. La consegna, programmata in coincidenza dell’apertura del vertice Russia-Africa presieduto, a Sochi, dal presidente Vladimir Putin, fa parte del piano russo per aumentare l’influenza di Mosca sul continente.

I due bombardieri strategici Tupolev Tu-160 sono atterrati nella base aerea di Waterkloof, a Tshwane, mercoledì 23 ottobre. È quanto ha dichiarato la Forza di difesa nazionale sudafricana, mentre il Ministero della Difesa russo, da parte sua, ha reso noto che la missione ha lo scopo di alimentare i legami militari di Mosca con il Sudafrica. Parlando davanti ai capi di Stato africani, convenuti a Sochi, nel Sud della Russia, per partecipare all’incontro, Putin ha affermato che intende raddoppiare il commercio con i Paesi del continente entro i prossimi 4 o 5 anni. Il presidente ha poi sottolineato che Mosca ha cancellato debiti africani per un valore di oltre 20 miliardi di dollari.

All’arrivo degli aerei da guerra russi, la Forza di difesa nazionale sudafricana ha elogiato ciò che afferma essere un forte legame diplomatico tra i due Paesi. “Le nostre relazioni si basano sulla promozione di partenariati reciprocamente vantaggiosi e fondati su interessi comuni”, ha affermato in una nota.

Il primo vertice Russia-Africa fa parte di un programma secondo il quale il Cremlino mira a ripristinare la sua influenza sul continente, svanita dopo il crollo dell’Unione Sovietica del 1991. “Molte società russe hanno collaborato a lungo e con successo con partner dei più diversi settori dell’economia africana e hanno in programma di espandere la loro influenza in Africa. Ovviamente noi forniremo il nostro supporto a livello statale “, ha affermato Putin. La posta in palio è aggiudicarsi una crescita degli affari con un continente che possiede 54 Stati membri delle Nazioni Unite, una vasta ricchezza di minerali e mercati potenzialmente redditizi per le armi di fabbricazione russa.

Tuttavia, sebbene stia avendo un notevole successo nella vendita di armi ai Paesi africani, Mosca è ancora molto indietro rispetto ad altri competitor internazionali in termini commerciali. La Russia afferma che il suo commercio con i Paesi africani è salito a 20 miliardi di dollari nel 2018, ma, ciononostante, lo Stato di Putin non figura tra i primi 5 maggiori partner commerciali del continente. Questi sarebbero, in ordine, l’Unione europea, la Cina, l’India, gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti.

I funzionari statunitensi hanno già promesso di voler contrastare quella che vedono come una pericolosa influenza politica ed economica di Mosca negli affari africani, al pari di quella già esercitata dalla Cina, che da tempo possiede una forte presenza nel continente e organizza vertici bilaterali fin dal 2006. A dicembre, l’allora consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, aveva accusato Mosca di pratiche commerciali “corrotte” e “predatorie” e della vendita di armi ed energia in cambio di voti alle Nazioni Unite. Mosca, tuttavia, nega le assunzioni di Washington.

Secondo quanto riferito da Reuters, la Russia e la Nigeria hanno appena firmato un accordo per fornire ad Abuja 12 elicotteri d’attacco Mi-35 di fabbricazione russa. Lo ha confermato l’agenzia di stampa RIA, citando le rivelazioni di un alto funzionario del servizio di cooperazione tecnico-militare russo. La compagnia nucleare statale russa Rosatom è poi in trattativa con l’Etiopia per costruirvi una centrale nucleare, secondo Interfax. Il maggiore creditore russo, Sberbank, e altre istituzioni finanziarie statali hanno concordato di sostenere il finanziamento al commercio tra Russia e Paesi africani con un accordo dal valore di 5 miliardi di dollari.  

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Chiara Gentili

di Redazione

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