Regno Unito: 39 migranti trovati morti in un autocarro, si indaga sui trafficanti

Pubblicato il 24 ottobre 2019 alle 16:36 in Immigrazione UK

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La polizia inglese ha avviato le indagini in merito a una sospettata rete irlandese di traffico di migranti, dopo che 39 persone sono state trovate morte assiderate nel retro di un autocarro frigo.

A renderlo noto è il Telegraph, il quale ha altresì rivelato che l’inchiesta è stata avviata mercoledì 23 ottobre, dopo che i corpi, incluso quello di un adolescente, sono stati rinvenuti in un complesso industriale della contea di Essex, nel Sud del Regno Unito.

L’autocarro con a bordo le vittime era giunto a Purfleet, a meno di 30 chilometri da Londra, dal porto di Zeebrugge, in Belgio, nella notte tra martedì 22 e mercoledì 23 ottobre. Dopo meno di un’ora, il container aveva lasciato il molo del Porto di Tilbury, nei pressi di Purfleet, a bordo di un mezzo che 4 giorni prima era sbarcato nel porto gallese di Holyhead, la città inglese di diretto collegamento con Dublino. Dopo circa 35 minuti, la polizia è stata allertata in merito al rinvenimento dei corpi delle 39 vittime nell’area industriale di Grays, nella contea di Essex. Secondo le ricostruzioni, è probabile che gli individui a bordo dell’autocarro siano morti per ipotermia, la quale era stata causata dalle basse temperature, circa 25 gradi sotto lo zero, del container dove si erano occultati i migranti.

L’uomo alla guida dell’autocarro, Mo Robinson, un 25enne dell’Irlanda del Nord, è al momento in stato di arresto, sospettato dell’omicidio dei 39 individui, , tutti cinesi, di cui 31 uomini e 8 donne.

Secondo quanto emerso, può essere stato lo stesso Robinson ad aver allertato le autorità. Alcune fonti vicine agli inquirenti hanno a tale riguardo dichiarato al Telegraph che “è molto improbabile” che Robinson fosse al corrente di trasportare migranti clandestini.   

Nel frattempo, nella serata di mercoledì 23 ottobre, la polizia ha ricostruito che l’autocarro era stato immatricolato nel 2017 in Bulgaria. Dopo alcuni controlli, il Ministero degli Affari Esteri bulgaro ha aggiunto che l’autocarro era stato immatricolato nella città di Varna, sulle sponde del Mar Nero, a nome di un’azienda guidata da una donna di cittadinanza irlandese. Sofia, tuttavia, ha specificato che nel 2017 l’autocarro aveva lasciato il Paese e non vi aveva più fatto ritorno.

Per quanto concerne invece il container, anche questo è di proprietà di un’azienda con sede a Dublino, sebbene sia stata registrata in Irlanda del Nord.

Da parte sua, il premier inglese, Boris Johnson, ha dichiarato che “deve essere data la caccia” ai responsabili di quanto avvenuto. A tale riguardo, il parlamentare KJackie Doyle-Price ha dichiarato che “mettere 39 persone in un container chiuso di metallo mostra una considerazione crudele della vita umana” e che l’unico modo per onorare la memoria delle vittime è trovare i colpevoli e portarli a processo. Anche il Segretario di Stato, Priti Patel, ha commentato la vicenda, descritta quale “incidente davvero shoccante”, e ha altresì annunciato di voler considerare l’inflizione di pene più severe per i trafficanti di esseri umani.

Nello specifico, in audizione alla Camera dei Comuni, Patel ha dichiarato che “quello che si è visto attraverso le azioni di questi trafficanti è il peggio dell’umanità ed è giusto che usiamo il nostro sistema di legge e tutti i mezzi resi disponibili dalla legislazione corrente per assicurare che venga fatta giustizia e che i criminali vengano condannati”.

Intanto, per “preservare la dignità delle persone che hanno perso la vita”, ha dichiarato il vice-capo della polizia, Pippa Mills, il camion è stato spostato all’interno del porto di Tilbury per procedere con l’identificazione delle vittime.

Intanto, la polizia ha annunciato di voler porre molta attenzione in merito alle rotte che possono essere state utilizzate per l’ingresso dei migranti nel Paese.

Secondo quanto ricostruito dal Telegraph, l’Agenzia nazionale per il Crimine (NCA) aveva rivelato lo scorso anno che il Belgio costituiva la nuova frontiera da sorvegliare nel contratto all’immigrazione clandestina. Ciò deriva dall’aumento dei controlli nei porti dei Paesi vicini, specie Dover e Calais, motivo per cui i trafficanti di migranti si sono spostati sulle coste belghe.

Sempre lo scorso anno, la NCA aveva inoltre allertato che “sono sempre più rischiosi i metodi” scelti dai migranti clandestini per entrare nel Paese britannico, quali ad esempio l’occultamento in celle frigorifere o container, oltre a piccole imbarcazioni.

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Jasmine Ceremigna

 

di Redazione

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