La Corea del Sud annuncia l’acquisto di altri 26 caccia F-35A

Pubblicato il 24 ottobre 2019 alle 12:34 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Corea del Sud ha annunciato che altri 26 aeromobili stealth fighters multi-ruolo di quinta generazione F-35A Panther saranno consegnati a Seul nel 2020. 

Il 1 ° ottobre, giorno delle forze armate in Corea del Sud, il presidente Moon Jae-in aveva esaminato gli 8  F-35A già acquistati dal Paese. Si tratta dei primi F-35A arrivati in Corea del Sud, nel marzo 2019. Sette mesi dopo, Seul annuncia che acquisterà altri 26 mezzi nel 2020. “Per il lo schieramento operativo, stiamo attualmente svolgendo l’addestramento di piloti e dei tecnici di manutenzione e stiamo costruendo strutture e sistemi pertinenti”, ha dichiarato la Republic of Korea Air Force (ROKAF) in un rapporto inviato ai deputati e senatori della Corea del Sud. Gli F-35A costituiranno la pietra angolare della capacità di attacco del ROKAF nei prossimi anni.

La Corea del Nord ha reagito con indignazione alla consegna degli F-35A in Corea del Sud e ha condotto alcuni test di missili balistici a corto raggio, come rappresaglia. “Non vi è alcun dubbio che la consegna miri a garantire la supremazia militare sui Paesi vicini della regione e, in particolare, ad aprire un cancello per invadere il Nord”, avevano riferito le autorità nordcoreane. “Noi, da parte nostra, non abbiamo altra scelta che sviluppare e testare armamenti speciali per distruggere completamente le armi letali rinforzate nella Corea del Sud”, aveva aggiunto. Le nuove notizie riguardanti l’arsenale di Seul non faranno piacere alle autorità nordcoreane. 

Tali notizie arrivano a seguito dell’apertura di Kim Jong-un alla possibilità visitare la Corea del Sud a novembre, se i colloqui tra Pyongyang e Washington saranno positivi. La notizia era stata riferita, martedì 24 settembre, dai funzionari dell’intelligence della Corea del Sud. Se Kim Jong-un visitasse la Corea del Sud si tratterebbe del primo viaggio di un leader nordcoreano oltre la zona demilitarizzata che separa le due Coree. Tale evento rappresenterebbe un’enorme vittoria per il partito del presidente sudcoreano, Moon Jae-in, in vista delle elezioni parlamentari previste per aprile 2019. Quando Kim e Moon si sono incontrati a Pyongyang, la capitale nordcoreana, il leader di Pyongyang ha promesso di visitare Seoul un giorno. Tuttavia, tale promessa non è ancora stata mantenuta poiché i successivi colloqui tra la Corea del Nord e Stati Uniti sono terminati senza risvolti positivi.

I negoziati tra USA e Corea del Nord sono ripresi il 5 ottobre a Stoccolma. Il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un immediato stop ai negoziati. Il tentativo di dialogo, tuttavia, non è stato particolarmente positivo. Il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord, mediatore per il nucleare, Kim Myong Gil, dopo aver passato gran parte della giornata a dialogare con la controparte statunitense, ha criticato l’inflessibilità dei suoi interlocutori, affermando che i diplomatici di Washington non si distaccano dal loro “vecchio punto di vista e atteggiamento”. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, ha spiegato Myong Gil, con l’aiuto di un interprete, ai giornalisti presenti fuori dall’ambasciata nordcoreana.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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