La Cina supporterà il dialogo intra-afghano

Pubblicato il 24 ottobre 2019 alle 15:01 in Afghanistan Cina

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La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying ha affermato che la Cina sosterrà il dialogo tra talebani e governo in Afghanistan.

Tale dichiarazione è stata rilasciata durante una conferenza stampa, mercoledì 23 ottobre, secondo quanto riferisce il quotidiano Tolo News. Rispondendo alle domande di un giornalista sulla partecipazione dei talebani a un prossimo incontro di pace afgano sponsorizzato da Pechino, Chunying ha dichiarato: “La Cina sostiene fermamente il vasto e inclusivo processo di pace e riconciliazione guidato dall’Afghanistan, per gli afgani”. “Sosteniamo il dialogo intra-afghano tra il governo afgano, i talebani e le altre fazioni”, ha affermato.

Hua Chunying ha poi aggiunto che la Cina è pronta a offrire aiuto ad un processo di pace e riconciliazione in Afghanistan basato sul “rispetto della volontà di tutte le parti afghane pertinenti”. I talebani hanno confermato di essere stati invitati dal governo cinese ad un incontro con il governo e hanno affermato che una delegazione, guidata da un leader anziano dei talebani, il Mullah Abdul Ghani Baradar, avrebbe partecipato all’incontro. L’intervento della Cina arriva in un momento particolarmente difficile per l’Afghanistan. 

La situazione in Afghanistan è più che mai tesa, con violenze quasi quotidiane in tutto il Paese. I talebani hanno attaccato un checkpoint nel Nord dell’Afghanistan uccidendo almeno 16 poliziotti, martedì 22 ottobre. Il 18 ottobre, circa 60 persone sono state uccise e dozzine sono rimaste ferite nell’esplosione che ha colpito una moschea durante le preghiere, nell’Afghanistan orientale. L’attacco è avvenuto il giorno dopo che le Nazioni Unite avevano definito “inaccettabile” il livello di violenza raggiunto nel Paese. Le cifre riferiscono di 1.174 morti e 3.139 feriti dal 1° luglio al 30 settembre del 2019. Tale dato rappresenta un aumento del 42% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Circa il 41% delle vittime erano donne e bambini. Le Nazioni Unite hanno sottolineato le responsabilità dello Stato Islamico e dei talebani, sebbene abbia anche documentato un preoccupante aumento delle vittime causate dalle operazioni delle forze filo-governative. 

La situazione rischia di peggiorare ulteriormente, a seguito della fine dei colloqui di pace tra USA e talebani. Questi erano iniziati il 13 ottobre 2018 in Qatar con l’obiettivo di porre fine a 18 anni di guerra in Afghanistan e di concordare il ritiro statunitense dal Paese. Tuttavia, nonostante a settembre 2019 le due parti fossero molto vicine al raggiungimento di un accordo, i colloqui sono stati bruscamente interrotti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato gli incontri con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione di tali discussioni, l’8 settembre, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato USA, sono state uccise. Tuttavia, il 3 ottobre, una delegazione talebana ha incontrato il ministro pakistano per gli Affari Esteri, Shah Mahmmod Qureshi, a Islamabad. Anche l’inviato speciale USA per la pace in Afghanistan ha incontrato i talebani nella stessa occasione, grazie agli sforzi del Pakistan, che sta cercando di riportare le parti al tavolo delle negoziazioni. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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