Italia-Albania: viceministro Esteri a Tirana, non avviare i negoziati è stato un “errore storico”

Pubblicato il 24 ottobre 2019 alle 17:40 in Albania Italia

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Il viceministro agli Affari Esteri italiano, Marina Sereni, si è recata in Albania, il 23 ottobre, per incontrare il viceministro albanese per l’Europa e gli Affari Esteri, Etjen Xhafaj.

È quanto rivelato in una nota stampa dal Ministero degli Affari Esteri dell’Italia, il quale ha altresì reso noto che l’incontro si è svolto a Tirana.

Durante l’incontro, Sereni ha avuto modo di soffermarsi in merito alla mancata apertura dei negoziati per l’ingresso in UE dell’Albania, decisione definita dal viceministro “errore storico”. Su questo punto, ha annunciato il viceministro agli Esteri italiano, “continueremo ad assicurare il nostro sostegno all’allargamento dell’UE ai Balcani occidentali, e in particolar modo al percorso di integrazione europea dell’Albania.”

Nello specifico, il viceministro ha informato l’omologo albanese che “l’Italia è al fianco dell’Albania, che ha intrapreso coraggiose riforme interne, anche con l’obiettivo di procedere nel proprio percorso verso l’integrazione nell’Unione Europea”.

Nel frattempo, però, auspicando una continuazione dello sforzo riformista portato avanti dall’Albania, Sereni ha sottolineato alla controparte albanese l’importanza di ristabilire il dialogo tra le parti politiche del Paese, al fine di superare lo stallo politico interno in cui si trova Tirana.

Lo scorso 15 ottobre, anche il presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, si era recato per la prima volta in visita di Stato ufficiale in Albania, al fine di incontrare l’omologo albanese, Edi Rama, e il Capo di Stato, Ilir Meta.

Secondo quanto dichiarato dal premier albanese, la visita di Conte aveva “sottolineato l’amicizia tradizionale e allo stesso tempo la volontà di approfondire ulteriormente la collaborazione straordinaria e già eccellente tra i due Paesi”, in materia del quale “si può fare molto di più”.

Nel corso dell’incontro tra vertici, i due avevano avuto modo di discutere dell’apertura dei negoziati per l’adesione dell’Albania all’Unione Europea. Su questo, Conte aveva “confermato al premier Rama che l’Italia sostiene l’apertura dei negoziati di adesione all’UE” e di voler “personalmente” rappresentare “questa posizione e difenderla con massima convinzione” in sede di Consiglio europeo. Il Paese balcanico, aveva commentato Conte, “è in una fase cruciale del suo cammino, gli vengono richieste riforme molto costose”, dal punto di vista politico, “che necessitano quindi di un ampio sostegno”. In tale ottica, l’impegno italiano intende confermare di ritenere che sia “giunto il momento che le prospettive si concretizzino” per l’Albania, la quale però continuare l’attuazione delle riforme avviate per accedere all’UE.

Anche Rama aveva dichiarato di ritenere l’ingresso di Albania e Macedonia del Nord in UE “di alta rilevanza strategica” non solo “per i singoli Paesi”, ma per tutti gli Stati membri dell’Unione. Le parole di Rama erano state condivise dal premier Conte, il quale si era detto “convinto che il percorso di avvicinamento all’UE e l’apertura dei negoziati siano gli strumenti fondamentali per garantire lo sviluppo dell’Albania e per l’interesse stesso dell’Italia, e dell’Europa intera, sotto ogni aspetto, politico, economico e di sicurezza”.

Lo scorso 18 ottobre, Parigi aveva bloccato l’allargamento dell’Unione a Tirana e Skopje. Nello specifico, l’ingresso della Macedonia del Nord aveva ricevuto il parere positivo di tutti gli Stati membri dell’UE, eccetto che della Francia, mentre l’ingresso dell’Albania era stato ostacolato da Francia, Danimarca e Paesi Bassi. Da parte sua, Parigi aveva dichiarato di ritenere che l’Europa stia già affrontando troppe sfide per consentire l’ingresso di due ulteriori Paesi dei Balcani, una regione ancora in via di recupero dopo le guerre degli anni Novanta e che ancora oggi combatte contro il crimine e la corruzione. In particolare, secondo Parigi, l’UE deve concentrarsi su quattro sfide: l’uscita del Regno Unito, la Cina, la Russia e il fenomeno migratorio.

La posizione di Macron non è stata ben accolta dai Paesi della regione balcanica, tutti orientati verso un futuro europeo. Parallelamente, a sostenere l’ingresso della regione nel blocco comunitario è stato più volte anche l’esecutivo europeo, ovvero la Commissione, il quale, secondo quanto ricostruito da Reuters, desidera che anche le altre repubbliche ex-Iugoslave entrino nell’Unione, al fine di scongiurare quella che viene percepita come la crescente affermazione e influenza di Cina e Russia.

Anche il premier italiano, Giuseppe Conte, si era espresso sulla decisione di non procedere con l’avvio dei negoziati per l’ingresso di Albania e Macedonia del Nord, il che è stato definito come “un errore storico”. Conte, da parte sua, si è dichiarato “molto deluso” da quanto deciso dai colleghi europei, dato che l’avvio dei negoziati era, secondo il premier italiano, necessario.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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