Gli indipendentisti del Québec a Trudeau: esiga liberazione dei politici catalani

Pubblicato il 24 ottobre 2019 alle 6:20 in Spagna USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il leader del Bloc Québécois, il partito sovranista del Québec, Yves-François Blanchet, uno dei grandi vincitori delle elezioni canadesi di lunedì 21 ottobre, durante la notte elettorale si è riferito ai politici catalani condannati per sedizione e malversazione per chiedere l’intervento del Primo Ministro Justin Trudeau presso il governo spagnolo.

Nell’intervento tenuto a Montréal subito dopo la pubblicazione dei risultati, Blanchet ha chiesto al primo ministro “in modo formale e solenne” di rivendicare “la liberazione di prigionieri politici catalani”, un riferimento che i sostenitori presenti hanno accolto al grido di “libertà!”.

Allo stesso modo, il leader del Bloc Québécois ha chiesto la fine della “violenza della polizia contro i civili” di quella che ha descritto come “una delle nazioni più pacifiche del mondo”. “Se il diritto all’autodeterminazione è giusto per il Canada, lo è anche per la Catalogna” – ha concluso Blanchet.

Il Bloc, passato da 10 a 32 seggi in occasione del voto di lunedì, è uno dei partiti con cui il premier canadese, riconfermato senza maggioranza assoluta, dovrà trattare le misure che intenderà far passare alla Camera dei Comuni. 

In Quebec, i liberali di Trudeau sono la prima forza politica in termini di voti e seggi, con un totale di 35 deputati contro i 32 che del Bloc Québécois, che però conquistando 22 seggi in più rispetto alle precedenti elezioni è uno dei grandi vincitori della serata. 

La formazione indipendentista, dopo un decennio di sconfitte elettorali, è riemersa con forza lunedì sera in Québec, sebbene sia lontana dagli oltre 50 seggi conquistati tra gli anni ’90 e il 2008. Il Bloc ha optato per una campagna pragmatica, meno idealistica e lontana dai toni xenofobi degli anni ’90, con minor contenuto identitario, ma orientata, come costume della formazione, a sottolineare ciò che distingue il Québec dal resto dei canadesi. In particolare Blanchet ha limitato i riferimenti all’indipendentismo, concentrandosi sulla difesa delle “peculiarità” della provincia francofona.

“Comprendiamo cosa significa il nostro mandato, ma comprendiamo anche i suoi limiti” – ha commentato Blanchet non appena conosciuti i risultati. “Per questo momento, la realizzazione della piena sovranità non è il nostro mandato” – ha aggiunto.

Le relazioni tra indipendentisti del Québec e nazionalisti catalani risalgono ai primi anni ’80, quando il presidente della Generalitat Jordi Pujol (1980-2003) guardava alla provincia francofona canadese come esempio sia per il peso specifico assunto a livello federale, un ruolo di avanguardia cui Pujol aspirava per la Catalogna in Spagna, sia perché, trattando col governo federale, era riuscito a organizzare per due volte referendum indipendentisti (nel 1980 e nel 1995). Furono proprio le sconfitte degli indipendentisti del Québec in occasione dei referendum, in particolare quello del 1995, ad allontanare gli indipendentisti catalani dal modello franco-canadese. I legami politici, tuttavia, sono rimasti forti, come emerso in occasione dell’intervento di Blanchet.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di spagnolo e catalano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.